Ieri l’Atletico Madrid di Simeone, detto “el cholo”, ha battuto la Juventus 2-0 nella gara di andata degli ottavi di Champions league.

Da ieri ne ho lette tantissime sulla grinta dell’Atletico e del suo Allenatore, e ne ho lette tante anche per il gesto discusso, sicuramente volgare, e malcompreso soprattutto da chi non ha accettato la sconfitta.

Ti racconto la partita dal punto di vista dell’atteggiamento, perché ieri “El Cholo” ha fatto scuola, scuola di sport, di atteggiamento vincente, e di resilienza.

Piccola ma doverosa premessa: Diego Pablo Simeone, già da calciatore era un leader, e lo era perché aveva la caratteristica più bella del campione, ovvero, io non perdo, se mi vuoi battere, mi devi ammazzare, io non mollo e ci muoio piuttosto che mollare.

Che meraviglia!

Ed è una caratteristica molto difficile da insegnare, creare e trasmettere ma nulla è impossibile e infatti io la pretendo dai miei atleti. Tu non perdi, a te ti devono fare fuori!

Tornando a Simeone, questa grinta e questa qualità di leader la trasmette anche solo a guardarlo in panchina, ma non è solo quella, infatti ha un altra caratteristica che ieri gli ha fatto vincere la partita, e che ha trasmesso non solo ai giocatori ma a uno stadio intero.

Del resto, se così non fosse non avrebbero coniato il termine “cholismo” con tanto di suffisso che si utilizza per i movimenti religiosi per le correnti filosofiche e così via, ma se sei un trascinatore meriti una parola che indichi la tua capacità di trasformare l’ambiente intorno a te.

E qui arrivo al punto, sai dove e quando ha fatto scuola di atteggiamento e resilienza?

Semplice, quando dopo 3/4 di partita che l’Atletico ci provava e ci provava e la palla non entrava, la palla alla fine entra, ma il caso vuole che il gol venga annullato, anche dubbiamente aggiungerei.

Ora qui, hai due strade:

– quella del perdente, ti focalizzi sulla potenziale ingiustizia subita, battezzi la partita stregata, e la molli…

– quella del vincente, aizzi gli animi dello stadio, chiedendo di più, più energia, più entusiasmo, e chiedi lo stesso ai tuoi calciatori, della serie, più mi colpisci forte e più io ti rispondo ancora più forte…

Questa resilienza, ovvero reagire nel modo più utile all’evento, seppur negativo, ha fatto si, che i giocatori si focalizzassero sul fare di più, meglio e fare qualunque cosa pur di vedere fino a che punto la dea bendata sarebbe stata contro di loro.

E se agisci così, non solo ne fai uno di gol, ma ne fai due, e ci sta che dopo il primo gol ti giri verso il tuo pubblico incitando e gridando: “abbiamo 2 coglioni così!”

Gesto sicuramente eccessivo e volgare, ma si sa, la transagonistica non aiuta avvolte, e il fatto che un allenatore sia in transagonistica la dice lunga, come se non bastasse, sulla sua capacità di vivere e trasmettere grinta e determinazione a un intero stadio.

In tutto questo non ha la miglior squadra del mondo, anzi….

Questo è un motivatore!

Viva El Cholismo!!!