Sport e Depressione, un disagio sempre più presente!

Sport e Depressione, un disagio sempre più presente!

Lo Sport ad alti livelli diventa sempre più pieno di pressioni, oltre il luccichio del successo c’è molto di più.

Lavoro lavoro e sacrifici, pressione forte di DOVER ottenere risultati, e la possibilità, molto elevata, di sentire che tutto questo sia davver troppo, alla fine “volevo solo divertirmi”

Nelle ultime settimana, sempre più volti noti dello sport, hanno manifetstato le loro difficoltà nel gestire diverse fasi della loro carriera, raccontando di aver vissuto veri momenti di depressione; nomi come quelli di Ronaldo il fenomeno, Iniesta, Higuain atleti che hanno raggiunto le vette più alte del mondo eppure hanno sofferto tanto, avendo trovato difficoltà anche nelle ragioni di rimanere in vita.

Ma come succede tutto questo?

A certi livelli pensiamo non sia possibile pensare di poter finire in un vortice negativo così grande, perchè si pensa che questi atleti siano persone fortunate, di successo, che hanno tutto, anche persone che gli vogliono bene, soldi, case macchine, successo sportivo, eppure succede.

Com’è possibile?

Succede perchè i soldi non fanno la felicità, e perchè le “cose” non riempiono le nostre vite, la depressione colpisce una persona che non ha nulla come una che ha tutto. La depressione è una cosa che viene da dentro, e se non viene curata, già dall’origine, può diventare estremamente limitante e pericolosa.

La prima cosa che devi capire è da cosa sei motivato??? Voglio dire, perchè fai quello che fai? qual è il motivo per il quale fai il tuo sport, fai agonismo, vuoi arrivare in alto?

Se la risposta a queste domande, riguarda in qualche modo, il successo, i soldi, la fama, il sentirti realizzato attraverso i tuoi risultati, allora stai cominciando a generare quel mostro che è la depressione dentro di te. Si piano, piano, prima con forme di stress, ansia, paure, attacchi di panico e poi depressione.

Non puoi motivarti sull’EGO, non puoi lasciare la tua motivazione legata ai risultati, perchè appena li avrai raggiunti, ti sentirai più svuotato che soddisfatto, e saranno guai. Se poi, fai uno sport dove non si guadagna granchè, allora troverai una veloce scusa per smettere e lasciar perdere, se invece avrai contratti da rispettare, il tunnel sarà appena iniziato e le probabilità di precipitare verso il fondo saranno elevate.

Quindi NON SEI CIO’ CHE FAI, distaccati subito dall’identità di atleta, non SEI un atleta, FAI l’atleta, trova la motivazione verso cose più nobili e durature e soprattutto sane, come il costante miglioramento, la crescita sportiva e umana, e ispirare chi ti guarda, metti la tua motivazione attorno al bisogno d’ispirare il mondo con quello che fai, facendolo con tutto l’amore del mondo, e troverai una motivazione forte sana e duratura che non avrà mai cali e ti permetterà soprattutto di vivere la tua carriera sportiva con leggerezza ed entusiasmo.

Se invece, sei già sul precipizio del tunnel, allora non aspettare chiama un esperto chiedi aiuto e vedrai che starai presto meglio, se invece sei ancora al livello di ansia generalizzata, attacchi di panico, fai la stessa cosa, chiedi aiuto, non aspettare di raschiare il fondo.

Lo Sport è un lavoro serio, carico di pressioni enormi, spesso a cui ci si sottopone da molto giovani, e quindi tutto più complicato, non aspettare, tira su la schiena, rialzati con l’aiuto di un professionista e comincia a vivere felicemente ciò che fai.

 

A presto

Alcool, droga, fumo doping e Sport! Come uscire dalla dipendenza?

Alcool, droga, fumo doping e Sport! Come uscire dalla dipendenza?

oggi ti parlo di sport e dipendenze; il mondo dello sport sia ad altissimi livelli che nel dilettantismo è purtroppo pieno di atleti che fanno abuso di alcool droghe e sostanze dopanti.

E no, non c’entra nulla, il fallimento, le sconfitte, il successo, i troppi soldi, la troppa fame o quant’altro.

E’ solo un metodo per sabotarsi molto raffinato, che comincia quasi per gioco, con la solidissima illusione di averne controllo.

Mi dispiace non ne hai nessun controllo.
Ma facciamo ordine, e cominciamo con degli esempi illustri come GEORGE BEST, alcolizzato cronico, nel film che lo racconta, l’allenatore un giorno riesce a strappargli la promessa di non bere per una settimana prima della partita. Best obbedisce, va in campo la domenica e ne fa sette. si, sette gol, in una partita di campionato inglese. Best era un signore del calcio, ma la sua testa aveva imparato un modo più rapido e veloce per soddisfare i suoi bisogni emotivi, purtroppo distruggendosi. Era un calciatore straordinario, e pensate se non avesse avuto la dipendenza da alcool. MOrto a 59 anni con il fegato spappolato dall’alcool.
Maradona, cocainomane, il più grande della storia, con una dipendenza fortissima, autodistruttiva. Pensate senza questa dipendenza cosa avrebbe potuto fare, ma la paura dell’essere umano, quella più profonda è sempre la grandezza, è sempre la paura di diventare grandiosi, mai il contrario. Morto recentemente a 60 anni!
Per fare esempi più recenti, Andy Van der Meyde per sua stessa ammissione: un pazzo. Tra i molti guai dell’olandese – depressione, cocaina, problemi psichici – pure l’alcol. Giornata tipo: alle undici era già alticcio, andava ad allenarsi, faceva tappa in un paio di club e chiudeva la giornata in uno strip-tease, dove – tra un bicchiere e l’altro – stringeva relazioni amichevoli con le ballerine.
Potrei continuare e farci un libro solo di esempi, personalmente ho anche conosciuto e lavorato con atleti con dipendenze da cannabis, dove sembra sempre che non faccia nulla che non sia una vera dipendenza, che invada sempre con controllo la tua vita… eppure per chi vuole primeggiare è un àncora che ti trascina giù a fondo.

Ma perchè un atleta, anche di successo, finisce nel cadere nel circolo vizioso delle dipendenze?

Semplice, se la dipendenza arriva in età adulta, non è capace di reggere la pressione e quindi evade. Se la dipendenza è giovanile, allora c’è un dolore enorme che non riesce a tirare fuori e quindi evade e scappa, silenziando quel rumore dentro di sé con lo sballo. Se la dipendenza è di una sostanza dopante allora ha smesso di credere che ce la possa fare e ricorre al barare pur di non accettare e non vedere il fallimento, accettando anche di ammalarsi pur di non vedere quel fallimento.
Intendiamoci, la droga è una dipendenza emotiva, sempre!
E noi siamo pieni di dipendenze emotive. La nostra passione, il nostro sport è una dipendenza emotiva. Le nostre relazioni sono dipendenze emotive, il nostro lavoro, il nostro hobby e tutto ciò che facciamo e viviamo con ricorrenza nella vita, sia che sia una cosa bella sia che sia una cosa brutta e insopportabile, è una dipendenza emotiva.
E quindi qual’è la differenza?
Biologicamente e neurologicamente nessuna.

La differenza sta solo nel fatto se ciò che fai ti fa bene o ti fa male; se ciò che fai ti mantiene ad un livello di mediocrità oppure ti porta a spingere sempre di più.

Quindi, anche l’eccesso di qualunque cosa è una dipendenza emotiva.

Come si cura?

Fatti aiutare, non ce la farai mai da solo. Trova una persona e chiedi aiuto.

Fatto ciò, dovrai imparare a sostituire la dipendenza da sostanze stupefacenti con qualcosa di più sano, e poi se vorrai e ti impegnerai, imparando a non aver bisogno di cose esterne per soddisfare i tuoi bisogni emotivi.
Abbiamo bisogni fisiologici e bisogni emotivi, e vanno soddisfatti entrambe, se impari con maestria a gestirli allora diverrai un gigante, altrimenti la mediocrità ti aspetta a braccia aperte.
Quindi se hai qualche problema del genere, smettila di accontentarti, chiedi aiuto e vatti a prendere e conquistare ciò che meriti.

Sei nato per manifestare la tua grandezza, qualunque essa sia, fallo!!!

Attacchi di Panico, la parte oscura dello sport!

Attacchi di Panico, la parte oscura dello sport!

Gli sportivi dall’esterno sembrano sempre dei supereroi, soprattutto ad alti livelli; Infallibili e di ghiaccio.

Non è così!

E aggiungo, menomale!

L’atleta vive in un turbinio di emozioni infinite, nella maggior parte dei casi non riesce neanche a decifrarle, e tante altre ne rimane totalmente in balia. Questa generale inconsapevolezza genera situazioni spesso difficili da gestire che se tralasciate sfociano in veri e propri “attacchi di panico”

I casi nel mondo dello sport sono di primissimo livello: quello di Giorgia Consiglio, azzurra del nuoto di fondo costretta al ritiro ai Mondiali di Shanghai nel 2011 perché colta da una crisi d’ansia dopo cinque chilometri di gara, è solo l’ultimo di tanti episodi che hanno avuto per protagonisti tanti atleti. Tra i più celebri c’é sicuramente Federica Pellegrini, che per molto tempo ha avuto nei 400 stile libero (distanza su cui pure detiene primato e titolo mondiale) la sua croce e delizia. Una distanza che in più di un’occasione le ha creato problemi (ma una volta le è capitato anche negli 800): all’origine una forma d’asma, di cui in effetti soffrono molti atleti ma che tengono sotto controllo. Per la regina della piscina azzurra è stato necessario l’intervento di un professionista, che l’ha comunque aiutata ad allentare certe tensioni. “Sono crisi d’ansia”, spiegò Federica Pellegrini in occasione di un episodio del genere nel marzo 2009, collegandole ‘alle batterie dei 400 di Pechino, dove andai così forte che mi sembrò di morire’. ‘Da allora, ai blocchi per gare superiori ai 200 la testa vaga per conto suo, non riesco a controllarla’, aggiunse. Anche se poi la situazione è decisamente migliorata e il problema le si è ripresentato una volta sola, nel novembre 2010.

Ma l’olimpionica del nuoto è in buona compagnia: tra le altre a soffrire di attacchi di panico c’é Carolina Kostner, giovanissima portabandiera olimpica ai Giochi di Torino, plurimedagliata del pattinaggio artistico sul ghiaccio. Anche per lei la paura a volte è stata devastante.  Nel calcio chi non ha mai nascosto di soffrirne è l’ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi, che più volte ha sottolineato di non voler tornare in panchina per non dover reggere quel tipo di stress. Fuori dai confini nazionali a fare scalpore era stato anche lo stop che Casey Stoner, fresco del titolo mondiale della MotoGp, era stato costretto a prendersi per un malessere prima indecifrato e che poi era stato definito a metà tra la depressione e gli attacchi di panico.

Insomma nulla di così strano in fondo!

Quando si è abituati a vincere e qualcosa non va, si rischia di perdere il controllo e perdere il controllo è il primo segnale.

STAI ATTENTO!!!

Cosa fare?

Inutile negarlo, rivolgiti ad un esperto, che possa essere un mental coach, psicologo psicoterapeuta, ma fatti aiutare, uscirne è semplice e possibile se trovi la persona giusta per te, quindi se non la trovi subito non mollare e continua a cercare fino a quando non hai risolto.

Personalmente ho avuto almeno un paio di atleti, gia campione del mondo nello loro sport a soffrire di veri e propri attacchi di panico, che abbiamo risolto con un lavoro di pochi mesi, e che ne ha migliorato in modo enorme la vita della persona e il modo di vivere la competizione, performando a livelli a ncora più alti.

Potrei scriverti tante cose su quest’argomento, ma non voglio che tu creda di poterne uscire con 3 soluzioni facili e veloci; non è così!

Sappi solo che parte tutto da un pensiero, da un pensiero che non riconosci, e non sai di avere, inconscio, subdolo, che sta lì a fare piccoli danni, e che piano piano ha sempre più fame e prende sempre di più il sopravvento diventando un bel giorno ansia da prestazione, poi ansia profonda, fino ad arrivare a trasformarsi nel modo più inaspettato e incontrollato un vero e proprio attaco di panico. Della serie “mi sono sentito morire”

Se sei già a questo punto non rimandare di un giorno, chiedi aiuto, scrivimi e vediamo come e in che tempi risolvere il problema. Se, invece, non vuoi arrivare mai ad una situazione del genere, impara a conoscere i tuoi pensieri ed un bel lavoro con mental coach ti permetterebbe di farlo.

Se hai domande e dubbi puoi scrivere a metodometticilatesta@gmail.com e ti risponderò molto volentieri.

Lo Sport è straordinario ma come tutte le cose ha il suo lato oscuro, e l’attacco di panico è il suo lato oscuro, non aspettare di conoscerlo, combattilo da subito con la consapevolezza!

 

 

Ansia da prestazione?

Ansia da prestazione?

Conosco atleti che vomitano prima di una gara, conosco atleti che hanno attacchi di panico prima di una gara, conosco atleti che non dormono prima di una gara!

Ho visto atleti avere ansia prima di una gara, irrigidirsi e bloccarsi completamente.

E non parlo di atleti di basso livello, spesso sono atleti tra i più forti al mondo nel loro sport; totalmente incapaci di gestire il momento.

Cos’è l’ansia da prestazione?

È una cosa momentanea, che non può durare!

Questa è la prima cosa che devi capire!

L’ansia è un allarme che suona, è come tutti gli allarmi prima o poi smette.

Ciò che invece può essere permanente è lo schema di pensiero ceh attiva la tua ansia!

Detto ciò’ non permettere come prima cosa a te stesso di pensare che sia una patologia. Non lo è!

E siccome tutto inizia da ciò che credi, non credere a stupidaggini molto limitanti.

L’ansia da prestazione è il più bel segnale che ti possa arrivare a dimostrarti che stai per fare qualcosa di importante a cui tieni immensamente.

Sei un privilegiato, solo grazie al fatto che ti concedi una vita dove tu possa ottenere e lottare per ciò che sogni!

Quindi, accogli l’ansia, non combatterla oppure aumenterà e distruggerà la tua performance.

Una volta accolta ecco qui di seguito tre cose da fare subito:

– respira, riprendi controllo della tua respirazione, scuoti il tuo corpo facendo qualche salto e diversi movimenti tipici di un riscaldamento di un atleta

– domandati solo: Come posso sfruttare ciò che sento e farlo diventare coraggio serenità e forza?

– visualizza il tuo esercizio, la tua gara, la tua prestazione

Tutto qui!

In piu, ti consiglio di acquistare IN TESTA, ed esercitarti, inoltre ti invito ad ascoltare il podcast SPORT MENTAL PILLS, dove troverai tantissimo aiuto.

Ma se, vuoi il turbo ai tuoi risultati e vuoi liberarti per sempre della tua ansia da prestazione, degli attacchi di panico e della fobia da competizione, allora scrivimi, è insieme vinceremo questa battaglia insieme a tutte le gare che dovrai affrontare.

Fammi sapere come va!

Buon allenamento!

Sei la media degli atleti che frequenti! Ecco come creare l’ambiente Vincente!

Sei la media degli atleti che frequenti! Ecco come creare l’ambiente Vincente!

Oggi ti voglio parlare dell’ambiente; ovvero di chi frequenti, dei luoghi, delle persone, e anche di ciò che vedi, guardi osservi, ascolti.

Si, perchè l’ambiente e tutto ciò di cui ci nutriamo viene assorbito dalla nostra testa e crea la nostra realtà e le nostre esperienze vincenti, belle, perdenti, o disastrose.

Ma andiamo per ordine.

Prima cosa da capire a fondo è che sei la media delle 5 persone che frequenti di più, cioè delle persone con cui passi più tempo.

Che vuol dire?

Vuol dire che, ad esempio, se sei un atleta e i tuoi amici non praticano nenache sport, ti sarà molto difficile mantenere l’impegno di un agonista e/o un professionista; questo perchè sarai sempre al bivio, a dover scegliere se dedicare tempo al tuo sport o ai tuoi amici. E questo vale per qualunque situazione ambientale. Se cresci in un quartiere malfamato, dove l’illegaità e la criminalità sono all’ordine del giorno e della notte, sarà più facile finire ad assorbire quei comportamenti. Poi non è un assoluto ovviamente, ma è sicuramente molto difficile e richiede molto sforzo uscire da un ambiente malsano e andare verso uno più sano.

Quindi, ribadisco diventi la media delle 5 persone che frequenti di più.

Detto ciò, la prima domanda a quale rispondermi è:

Dove vuoi arrivare? Qual è il tuo sogno?

Se il tuo sogno è diventare il migliore al mondo, allora devi necessariamente stare con i migliori, mangiare con i migliori, uscire con i migliori, respirare la stessa aria che respirano i migliori.

Questo perchè la tua TESTA assorbe costantemente TUTTO ciò che osserva, ascolta e percepisce.

Un Campione può insegnarti, come allenarti, come parlare, come reagire alle sconfitte e tanto altro ancora…

Ma andiamo al sodo, ti scrivo una lista di cose alle quali stare attento per crearti un ambiente VINCENTE intorno a te:

  • Ti alleni con i migliori? Ovvero, sei nella migliore palestra possibile? Sei nel migliore team possibile? Oppure fare 50 km in più ti pesa e ti dici: “va bene lo stesso?”
  •  I tuoi migliori amici sono i tuoi compagni di Team o comunque atleti come te? Perchè se la risposta è no, per te sarà più faticoso arrivare in alto. Attenzione, ho detto più faticoso, non IMPOSSIBILE!
  • Ti pesa stare lontano da casa? Se la risposta è si, lascia perdere…arrivare al Successo non fa per te! Il Campione convive con la scomodità, col disagio, con il costante desiderio di sfidarsi, e, stare sotto stress e sotto pressione è una cosa che semplicemente ADORA!

Ed ora la parte altrettanto importante, COME NUTRI LA TUA MENTE? Ebbene si, la tua Mente va nutrita con storie di successo quindi ecco un altra piccola lista di cose alle quali stare attento, anzi attentissimo, seoprattutto se pensi di dover crescere ancora molto per raggiungere una mentalità VINCENTE:

  •  Come passi il tempo libero? O meglio cosa sei solito guardare in TV, o sul tuo Smartphone? Guardi storie di successo p ti svaghi vedendo storie di fallimento o d’infelicità? E’ troppo importante per la tua mente avere il più possibile immagini e storie VINCENTI, di SUCCESSO, FELICI, di possibilità straordinarie, di grandi opportunità, di grande amicizia, valori positivi e amore. Tutto questo nutrirà la tua mente verso tutto queste cose.
  • Cosa ascolti? Che musica ascolti? Ebbene si, attento anche a quello che ascolti nello stesso modo in cui stai attento a quello che vedi. LA musica ha sempre una forte carica emotiva ed è sempre meglio ascoltare cose che ci trasmettono emozioni positive, di successo e possibilità piuttosto che il contrario

Insomma se sono stato ancora poco chiaro devi MANGIARE, BERE e RESPIRARE il tuo sport 24 ore al giorno, e se fai altro che non sia questo, che almeno sia di nutrimento positivo per la tua mente, e le tue emozioni. Tutte queste cose renderanno la strada un pò più semplice.

Un mio atleta l’altro giorno mi ha chiesto come faccio a credere in qualcosa che non ritengo possibile?

Fatti aiutare dall’ambiente! E se non hai quello giusto, crealo da te con questa lista di cose.

Prova, sperimenta e fammi sapere.

Buon Allenamento!