“LA ROMA E’ DA PSICANALISI!”

“LA ROMA E’ DA PSICANALISI!”

Ecco perché la Roma non potrà mai vincere nulla o quasi, visto il problema che si ripete storicamente!

Dino Viola ( Presidente del secondo scudetto ) diceva: ” non esiste la <Rometta>”

Peccato che esista nella mente dei romani e soprattutto nella mente della AS Roma.

Ma andiamo per ordine; Domenica la Roma subisce l’ennesima rimonta stagionale e l’ambiente parla di problema psicologico, mentale, addirittura c’è chi scrive roba da “psicanalisi” come ho voluto riprendere nel titolo di questo articolo.

L’allenatore Di Francesco, anche lui, parla di problema mentale e di  crescita che tarda ad arrivare e nello specifico dice:

“Non mi capacito perché non è la prima volta che ci accade, è assurdo vedere una squadra così con gli stessi uomini tra primo e secondo tempo. Quando dico che questa squadra non è guarita mi riferisco a questo, ha delle deficienze mentali che vengono fuori in queste occasioni. Non puoi buttare all’aria un 3-0 contro l’Atalanta e ti è andata pure bene perché si poteva perdere.”

Inoltre incalzato dal giornalista che chiede se si sia dato una risposta al problema risponde così:

“Datemela voi, io non ci riesco più… Ci sono state altre volte, è sicuramente un aspetto mentale e di personalità, che è da migliorare, è troppo palese.”

C’è da aggiungere che l’allenatore della Roma oltre ad aver portato ottimi risultati nella stagione scorsa, ha anche rimesso in piedi una squadra che ha perso pedine fondamentali durante l’estate, soprattutto da un punto di vista carismatico. Conosce perfettamente l’ambiente romano, avendoci giocato a lungo in carriera e avendo anche vissuto, seppur tra le seconde linee, il terzo scudetto giallorosso, l’ultimo ormai 18 anni fa.

Ripeto, conosce l’ambiente ed è un allenatore che sa anche come gestirlo, sa che una squadra e un team di giocatori non deve farsi influenzare dall’esterno, ma influenzare essa stessa la piazza. Questo era il suo pensiero dopo il passaggio alla semifinale di Champions League dello scorso anno.

Tutto giusto, infatti una squadra non dovrebbe farsi influenzare dall’ambiente ma influenzarlo. Molto facile dirlo, molto difficile farlo. Soprattutto quando ti chiami AS ROMA. E qui arrivo al punto.

Avete presente il detto: questa è una maglia che “pesa”?

Esatto, una maglia ha un suo peso, ovvero ha una sua storia che trasuda al suo interno, e più la sua storia è vincente e più trasmette atteggiamento vincente.

Ci sono maglie che trasmettono Vittoria come le vedi, come ad esempio quela del Real Madrid, o come quella della Juventus in Italia. Che ci crediate o no questo ha un impatto su chi le indossa.

Si lo so, sembra un utopia. Eppure è così, c’è differenza se indossi la maglia del REAL MADRID o se indossi quella del LIONE, con tutto il rispetto ovviamente. Il carico di responsabilità che si porta la maglia è molto più forte e questo impatta sull’atteggiamento del giocatore e infine della squadra. Se giochi nel REAL in mezzo a 20 fenomeni, ti impegni 10 volte di più che se giochi in una squadra dove il più forte sei tu. E questo ha un impatto, ovviamente. Quindi, i giocatori col tempo assorbono quella maglia e quindi le convinzioni che si porta dietro.

Si, certo ci vogliono i giocatori per vincere, e questo non si discute, ma l’aspetto mentale e l’atteggiamento di una squadra parte da qui. Che tu ne sia consapevole o no.

Nel caso specifico della ROMA, è storicamente una squadra, che tende a buttare all’aria situazioni, stagioni, partite fondamentali, e ad alienarsi nel momento della verità. Si ricordano purtroppo le figuracce internazionali, per intenderci.

Ovviamente poi dipende dai momenti, dal livello tecnico della squadra, dall’allenatore e così via. Fatto sta che l’ambiente lo sa, e si vede dalle reazioni dei mass media, la “Roma è malata,” per usare un termine di Di Francesco.

E come si fa?

Per farvi capire, è come una persona che non crede in se stessa. Perchè non crede in se stessa? beh, semplice, ha delle convinzioni limitanti su di sè come ad esempio:

  • ogni volta che sto per portare a casa il risultato mando tutto all’aria in qualche modo
  • non ho le caratteristiche per essere il migliore e non posso più migliorarmi
  • ogni volta che gioco a livello internazionale, mi tremano le gambe

Allo stesso identico modo, una squadra, ripeto, di qualunque sport, sviluppa una mentalità comune e convinzioni comuni. La Roma e i giocatori storicamente hanno convinzioni limitanti riguardo la possibilità di fare cose grandi, ad esempio, potrebbero avere convinzioni di questo tipo:

  • quest’anno ci rimontano tutte le volte che andiamo in vantaggio
  • l’inesperienza di molti ci fa essere una squadra poco matura e quindi incapace di tenere il risultato
  • sul più bello ci spegniamo e non capiamo perchè

Lo so, starai pensando che in parte sono cose vere, reali, e lo so, hai ragione, ma il potere di una convinzione è quello di creare la realtà intorno a te. Se credi che sei una squadra che subisce facilmente rimonte, ogni volta che ti troverai in vantaggio, anche di più gol, comincerà ad aleggiare il pensiero: e se pure stavolta ci rimontano?

Avvolte, non sempre, basta questo pensiero, forte e con riferimenti forti nella testa di 3-4 giocatori su 11 e la frittata è fatta.

Vista l’intervista di El Shaarawy a fine primo tempo?

“Dobbiamo tenere il risultato, ci possono far male, continuano a creare occasioni. Dobbiamo vincere perché è troppo importante.”

Magari queste parole sembrano scontate e frasi fatte, ma per chi sa come funziona la testa, sa che il linguaggio rispecchia ciò che credi. E le sue parole sono tutte focalizzate a non prendere un eventuale rimonta. Un caso? Forse, ma vista la rimonta fanno riflettere.

Questa è la “Rometta” e Dino Viola faceva bene ad esorcizzare un etichetta di questo tipo, perchè le etichette, seppur banali e sopravvalutate, spesso, alla fine, ci prendono.

L’essere umano tende sempre a confermare ciò che l’ambiente crede di lui e così fa una squadra.

Arrivati a questo punto, si può cambiare il peso di una maglia e renderla vincente?

Le vittorie e gli anni lo permettono, oppure più semplicemente un cambio di convinzioni da parte dei giocatori, come dice Di Francesco, diventare la Squadra che influenza l’ambiente con Mentalità Vincente.

Un buon lavoro Mentale lo permette, anche più velocemente di quanto si possa pensare, ma non vi preoccupate il mondo dello sport e del calcio ci è quasi arrivato. Diventerà normale e ne vedremo delle belle!

Anche perchè, quando non sai più come migliorare tecnica e tattica, non sai più come migliorare la parte atletica, ti rimane la TESTA.

Davide Coscarella

 

Cosa vuol dire Responsabilità?

Cosa vuol dire Responsabilità?

La responsabilità è una delle caratteristiche principali di un campione.

La principale!

La responsabilità, intesa come la capacità di rispondere agli eventi.

Eventi che avvengono durante la crescita sportiva e professionale dell’atleta.

Ma che vuol dire saper rispondere ad un evento?

C’è da fare una promessa, gli eventi sono sia positivi che negativi, oggettivamente. Quindi c’è poco da stare allegri quando ti infortuni, quando perdi in malomodo, quando non ti sai spiegare la mancanza di risultato o quando peggio ancora non riesci a tirare fuori il meglio di te.

Puoi essere ottimista quanto ti pare, ma un evento negativo, è negativo, c’è poco da fare.

Detto ciò, basta guardarsi intorno e vedere come ognuno di noi reagisce in modo diverso anche di fronte lo stesso evento.

C’è chi per un infortunio, si perde d’animo, chi la vede come la peggior sfiga del mondo, chi cade in frustrazione, ma c’è anche chi sa mettersi al lavoro da subito per un pronto recupero, immaginarsi già di nuovo in campo, e non dedica la minima attenzione all’evento negativo se non quella di fare di tutto per recuperare la forma il prima possibile.

Cosa hanno di diverso queste persone?

L’atteggiamento!

La capacità di rispondere, appunto!

Rispondere all’evento nel modo più funzionale all’obiettivo da raggiungere.

Ovvero scelgono il giusto punto di vista, e danno il giusto significato a ciò che è accaduto.

Tutto ciò, rimanendo nel caso dell’infortunio, genera uno stato d’animo di fiducia, che permette all’atleta di recuperare anche prima di quanto è stato preventivato.

Ora scendiamo un po più in profondità.

Una situazione di gara, di qualunque sport, è piena di tanti piccoli eventi, i quali vanno letti nel modo più funzionale all’obiettivo, in modo da agire nel modo migliore. Al contrario avremo una reazione, che il più delle volte ti porterà ad un errore, che ti porterà ad un altro errore e così via…. aumenterà stress, ansia e tensione, tutti stati d’animo che chiudono il tuo potenziale e ti daranno quasi sicuramente un risultato non felice.

In una gara ogni piccolo evento, ogni piccola situazione di gioco, ogni piccola decisione, va presa in uno stato d’animo positivo, di fiducia e sicurezza, altrimenti gli errori sono dietro l’angolo.

Il campione agisce il perdente reagisce!

Ovvero, il campione, sa dare il giusto significato ad un suo errore tecnico, magari senza dargli troppa importanza, sa dare il giusto significato ad un torto arbitrale, magari senza perdere la pazienza, sa dare il giusto significato ad un brutto quarto d’ora, senza compromettere l’intera gara.

Inoltre sa dare il giusto significato alle condizioni esterne, come il clima, il tipo di gara, la sua importanza e così via.

Tutto questo non fa altro che permettergli di mantenere uno stato d’animo positivo.

La cosa è facile:

Stato d’animo positivo = potenziale spalancato

Stato d’animo negativo = potenziale chiuso

Quindi, tutto ciò che fa un campione per mantenere lo stato di flow, ( ovvero lo stato di potenziale spalancato, in cui tutto riesce al meglio, insomma lo stato di grazia che tutti hanno sperimentato almeno una volta nella vita ) è quello di proteggere il suo stato d’animo positivo da qualunque cosa possa interferire.

Cosa puoi fare?

La cosa più banale di tutte eppure quella che si perde prima: stai concentrato sul gioco. PUNTO!

Perché:

– quando ti concentri su un errore tuo, hai perso focus dal gioco

– quando ti occupi dell’arbitro hai perso il focus dal gioco

– quando hai un brutto quarto d’ora hai perso il focus dal gioco

Insomma stai concentrato e prenditi la RESPONSABILITÀ del tuo stato d’animo, perché se a una qualunque cosa dai il potere di distrarti, allora sei una vittima di tale cosa. Prenderà sempre più potere su di te, fino a quando ti troverai a raccontare le tue giustificazioni sul perché hai perso.

L’arbitro mi ha rubato la partita, il campo non era dei migliori, la palla non rotolava, il vento disturbava ecc…

Il campione esulta, il perdente spiega.

Il campione si prende la responsabilità, il perdente fa la vittima.

Il campione lavora in silenzio e impara dagli errori, il perdente delega la responsabilità dei suoi risultati agli altri e alle sue scuse e si preclude la possibilità di migliorare.

E tu? Non è ora di pensare da campione?

Davide

Il mio Coach non mi capisce, anzi non capisce proprio nulla!

Il mio Coach non mi capisce, anzi non capisce proprio nulla!

Il rapporto col proprio allenatore, mister, maestro, coach, è fondamentale per la crescita di un atleta. Infatti uno sportivo cerca sempre un ambiente positivo che lo motivi e che lo faccia sentire coccolato e amato. Giusto così!

La crescita è talmente in salita che ci mancherebbe un cattivo rapporto col proprio coach e un ambiente nervoso e malsano durante la quotidianità, fatta di allenamenti e gare.

La pressione è già abbastanza, soprattutto nello sport di oggi, dove già in tenera età, si dà sempre meno importanza al divertimento e sempre più al risultato.

Ma anche la migliore relazione del mondo ha i suoi lati oscuri, e più si è sotto stress e più emergono e si amplificano.

Così, capita, che, quando ti prepari per le tue gare, magari più di una consecutiva, e proprio durante un periodo lungo di gare, le discussioni siano più facili e il nervosimo aleggi facilmente durante gli allenamenti.

In realtà, la questione è un’altra, riguarda molto poco il tuo Coach, ma riguarda quasi esclusivamente Te.

Infatti, come ben sai, il tuo allenatore è lì per te, per farti crescere, migliorare e vincere, di certo non è lì per portarti alla sconfitta. Si, lo so, esistono anche i veri incapaci, ma non è questo il caso.

Così, la differenza la fa la tua capacità di ascoltare le critiche e i disappunti, perchè proprio le cose che devi migliorare e cambiare sono quelle che ti porteranno ad ottenere risultati migliori.

Purtroppo vedo tutti i giorni atleti accogliere malissimo questi tipi di Feedback e prendersela sul personale, fino ad arrivare a dire: “Non mi capisce” o peggio ancora “Non capisce nulla”, “So io come si fa”, “So io cosa è giusto per me”.

La verità è che il tuo allenatore, ti capisce fin troppo bene, e batte dove il dente duole, tanto per usare una metafora. La differenza sta nell’accettare la cosa, non prendersela sul personale e soprattutto NON GIUDICARE

Ebbene si, GIUDIZIO, perchè ogni volta che non accetti un Feedback stai dando un giudizio, che immediatamente BLOCCA la tua possibilità di comprendere ciò che ti viene detto, perchè ti viene detto, e come puoi metterlo in pratica.

Perchè dovresti metterlo in pratica?

Beh, semplice, è il consiglio del tuo allenatore, nel 99,9% dei casi ti renderà più forte e più preparato ad affrontare la gara e o gestire una specifica situazione.

Ogni volta che giudichi, perdi la possibilità di diventare più bravo!

Sai cosa puoi fare sin da subito?

1- Anche se ti viene voglia di reagire in malomodo, qualunque esso sia, fermati, respira e sta zitto.

2 – Cambia punto di vista: è il tuo allenatore, non ti vuole male, sta lì per aiutarti e per farti diventare più bravo, e dal di fuori si sa, le cose si vedono sempre meglio.

3 – Ascolta ciò che ti dice, nel 99% dei casi c’è la soluzione al tuo gioco. Quella vera, quella che non vuoi accettare e che non vuoi vedere ma che ti fa fare tutta la differenza del mondo.

4 – Metti in pratica: esatto, provaci, fai qualcosa di diverso, male che vada ci hai provato, di certo non hai perso tempo, ma se dovesse andare meglio?

Infine se, invece, non riesci a fare neanche queste 4 cose, hai 2 soluzioni:

  • cambi allenatore, o squadra
  • ti alleni da solo, anche perchè, ma che cavolo ce l’hai a fare un allenatore che non vuoi ascoltare e che non ritieni all’altezza?

Il Campione, ascolta, sta in silenzio e lavora. I numeri uno di ogni sport, allenano fondamentali ogni giorno, proprio come fai tu, e ogni giorno hanno un allenatore che corregge i loro fondamentali. Esatto, gente come Federer, Ronaldo, Marquez, Biles etc…ascoltano ogni giorno un allenatore, eppure avrebbero i titoli per dire: “So come si fa”.

La differenza tra un Perdente e un Campione è tutta qui: Umiltà e Non Giudizio, nè verso se stesso nè verso gli altri.

Zitto e Lavora!

E tu, ti sei mai trovato a dire: “non mi capisce” Se si, scrivilo nei commenti.

Davide

 

 

Hai perso un’altra volta!

Hai perso un’altra volta!

Durante la carriera capita di perdere, in realtà è la cosa che capita più spesso. Famosa la frase di Michael Jordan in cui afferma: “Ho vinto tanto perchè ho perso tanto”.
 
Eppure non ci si abitua mai, è la cosa che fa più male di tutte; si lavora, si suda, si fanno sacrifici, si rinuncia a un uscita con gli amici, e proprio non ci stai a vedere questi sacrifici finire con un’amara sconfitta.
 
La capacità del campione sta proprio nel trarre il massimo insegnamento dalla sconfitta, o peggio ancora da un lungo periodo di sconfitte, dove magari migliora il tuo gioco, migliora la tua condizione atletica, migliora anche la tua consapevolezza e atteggiamento mentale, tutto migliora, tranne l’unica cosa a cui tieni: I RISULTATI!
 
In questi casi, sappi che stai seminando, si proprio così, stai seminando. Se stai lavorando davvero bene, con impegno e costanza, e stai imparando e traendo il massimo degli insegnamenti dalle sconfitte, allora si, stai seminando. E non poco!
 
Il successo è come un’iceberg, si vede solo la parte finale, quella fuori dall’acqua, non si vede tutta l’enormità di lavoro che c’è sotto. E più il tuo successo è duraturo e più sarà lunga la costruzione delle fondamenta e quindi la semina.
 
Cosa puoi fare in questi momenti neri?
 
1 – Rimani fortemente focalizzato sul lavoro, con impegno e costanza; ricorda, “impegno senza costanza è uno spreco di energie, costanza senza impegno uno spreco di tempo”.
 
2 – Guarda le cose dalla giusta prospettiva, allunga la tua vision, consapevolizza che è solo un periodo, terminerà, ti sta preparando al successo, stai diventando il professionista e il campione che meriti. Insomma fai finta di avere 10 anni in più, di essere un Campione affermato e ripensare a queste sconfitte… Come le guarderesti? Con un sorriso giusto?
 
3 – Distaccati dal risultato! si lo so, sei un campione e odi perdere, ma distaccati dal risultato. Il risultato, la vittoria è solo la meta, e la meta non ha mai fatto felice nessuno; non fai quello che fai per vincere, o almeno non solo. Non fai i tuoi sacrifici i tuoi sforzi per una coppa di plastica o per i soldi. Si sono tutti obiettivi, ma non sono il motivo: il motivo è che ami ciò che fai, ami scendere in campo, ti diverti nel tuo sport e niente e nessuno può darti la felicità che ti dà la tua disciplina. Perciò ricordati perchè fai quello che fai, non c’è altro che ti dia motivazione.
 
4 – NON MOLLARE MAI!
 
Metti in pratica queste 4 linee guida, e vedrai che la vittoria arriverà presto!
 
Davide

Sai cosa distrugge la tua Performance?

Sai cosa distrugge la tua Performance?

Se sei un atleta, sai perfettamente che ci sono giorni in cui ti va tutto a meraviglia, ti diverti, le cose ti vengono naturali, e nulla sembra poterti fermare.

Se sei un agonista e o un professionista, sai perfettamente allo stesso modo, che ci sono giornate in cui non ti viene proprio nulla, sembri sinceramente l’ombra di te stesso, e la tua performance sembra quella del peggior dilettante del tuo sport.

Qual’è la differenza?

Si potrebbe dire che quel giorno ti sei svegliato storto; in realtà sei storto già da un pò, che tu ne sia consapevole o no…

…ebbene si, la tua mente ha cominciato a creare i presupposti al disastro mentre tu ti allenavi come al solito e ti facevi il tuo sforzo e sacrificio quotidiano.

Ma perchè?

Perchè la tua performance può essere distrutta e o limitata fortemente dalla tua testa e dalle tue emozioni: tecnicamente si chiamano “interferenze”

Detta in gergo “umano” è quella strana roba che ti fa dire: “Boh!?! è più forte di me, non lo so cosa è successo, oggi non era giornata….”

Si, ti senti impotente, non capisci e perdi il controllo, nulla è più chiaro…

Cosa puoi fare?

Sappi che hai 2 tipi di interferenze: quelle interne e quelle esterne:

  • interne, vuol dire generate da te stesso, ovvero da quello che ti dici nella tua testa, e dal tuo atteggiamento, ad esempio: “non mi sento in forma oggi” oppure “oggi sono stanco” o meglio ancora “oggi è inutile, l’avversario è troppo forte” e così via…
  • esterne, vuol dire tutte quelle interferenze “reali” che possono minare il tuo stato d’animo come ad esempio: un terreno da gioco particolare, una gara specifica che mette maggiore pressione, un pubblico ostile, un errore arbitrale e così via…

La prima cosa che devi fare è riconoscerle, diventarne consapevole, accettare il fatto che qualcosa e o qualcuno ha il potere di limitare il tuo potenziale.

A dire il vero te la dico bene: Sei Tu che dai il potere a qualcosa o a qualcuno di limitare il tuo potenziale, facendoti perdere concentrazione su l’unica cosa alla quale devi dedicare la tua attenzione, ovvero il gioco.

Tranquillo, ci sono soluzioni molto semplici per poter gestire interferenze e i tuoi stati d’animo: Focus, ovvero dove poni la tua attenzione, Dialogo Interno, ovvero ciò che ti dici, e Fisiologia, ovvero la tua postura, respirazione e tono di voce.

Prima cosa, ripeto, impara a riconoscerle, semplicemente annotandole, già ti fare fare una piccola grande differenza di performance.

Se, invece vuoi accellerare la tua crescita e eliminare questo fastidio ordina il libro “IN TESTA”, il primo manuale di alfabetizzazione al lavoro mentale che ti spiega cosa vuol dire allenare la tua mente e come poter eliminare le tue Interferenze.

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