da Mettici la Testa | Ott 25, 2023 | Pillole
Einstein diceva che non può essere risolto un problema allo stesso livello di pensiero che l’ha generato.
L’atleta durante una performance è chiamato a trovare soluzioni, prendere decisioni rapide, reagire in modo proattivo agli imprevisti, e necessita di flessibilità e pensiero positivo;
ma cosa vuol dire pensare positivamente?
Allora, facciamo una premessa nel dire cosa non è il PENSIERO POSITIVO.
Il pensiero positivo non è: “dai ce la puoi fare” oppure “sono il migliore” e cose di questo tipo.
Questo tipo di frasi possono sicuramente aiutare in alcuni frangenti ma non vuol dire pensare positivamente.
Pensare positivamente vuol dire avere la capacità davanti ai problemi e le difficoltà di orientare la propria attenzione alle SOLUZIONI!
Se ascolti i grandi campioni di ogni sport raccontarti le loro grandi imprese o i loro momenti di difficoltà, se ci fai caso, parlano sempre delle soluzioni e di come hanno solo pensato a come ribaltare la situazione, o come uscire dal momento di difficoltà.
Quindi pensare in modo positivo, vuol dire spostare il proprio FOCUS sulla soluzione.
La mente va orientata, per il resto fa tutto da sola, se orientiamo la nostra attenzione sui problemi, continuerà a concentrarsi sui problemi, ingigantendoli e rendendoci vittima della situazione; al contrario orientando l’attenzione e il nostro FOCUS sulla soluzione, magicamente la nostra testa troverà le soluzioni, per VINCERE.
Quindi l’unico vero sforzo reale da fare con noi stessi è orientare la nostra attenzione sulle soluzioni!
Durante una performance tutto questo viene in modo molto piu veloce e rapido, e quindi per certi versi anche più facilmente, in sostanza va fatta una cosa semplicissima, una domanda; una domanda che riporti l’attenzione sul “gioco”.
Il “gioco” è e deve essere l’unico FOCUS dell’atleta durante la performance e avere le domande pronte per riportare l’attenzione sul gioco è fondamentale.
Dove sta la palla?
Dov’è il mio avversario?
Dov’è il bersaglio?
Oppure
Come posso ribaltare il punteggio?
Cosa posso imparare?
Tutte queste domande spostano la tua attenzione sul “gioco” e ti permettono di tornare a performare al massimo soprattutto dopo un imprevisto, dopo un errore, dopo un gol subito, o punto o qualunque altra cosa.
Più sei rapido e più velocemente riprendi in mano te stesso.
In definitiva cosa serve?
Serve la flessibilità mentale di cambiare punto di vista, di cambiare modo di pensare, prima cambi il tuo modo di pensare, poi cambia il tuo atteggiamento e infine il tuo modo di performare e quindi i tuoi risultati.
Buon allenamento
da Mettici la Testa | Gen 25, 2023 | Pillole
Noi esseri umani, tendiamo ad evitare i conflitti, tendiamo a mantenere uno “status quo”, pur di non rovinare una finta armonia, pur di non passare sempre noi per quelli che creano problemi.
Ovviamente non siamo tutti così, molte persone non hanno paura di essere scomodi, di mostrare punti di vista diversi dagli altri, di aiutare gli altri a mettersi in gioco. Certo, in questo schema di cose non si può finire ad essere quelli che hanno la verità assoluta, che rompono lo “status quo” esclusivamente per poter aver ragione o peggio ancora imporre la propria ragione; in questo caso non c’è nulla di costruttivo.
E nello sport di squadra cosa succede?
Si, perchè nello sport di squadra, ci sono relazioni, e le relazioni, generano conflitti. Ma, facciamo ordine, che cos’è un conflitto?
Un conflitto è un disallineamento con se stessi o con qualcun’altro!
Che vuol dire?
Vuol dire avere un punto di vista diverso, una visione diversa delle cose, e di ciò che sta succedendo. E in una squadra, può voler dire non essere d’accordo con l’allenatore, non essere d’accordo con un compagno, non essere d’accorso col preparatoe atletico, col mental coach e cosi via…
Il Conflitto, se gestito con maturità, è l’unica cosa che fa crescere il gruppo, è l’unica cosa che fa evolvere le relazioni, quindi il Conflitto, non va mai evitato, ma sempre preso di petto affrontato e soprattutto RISOLTO! Si, certo, risolto, perchè altrimenti la relazione muore, così come il gruppo, lentamente, ma muore!
Come gestire un Conflitto?
La premessa, è doverosa, perchè ciò che vedo di più nella mia esperienza quotidiana è l’invasione del ruolo altrui; cioè giocatori che vogliono fare gli allenatori, allenatori che vogliono giocare al posto dell’atleta, atleti contro il preparatore atletico e così via. Ci sono dei ruoi e vanno rispettati, ci sono delle gerarchie e vanno rispettate. Come in una nave, si ascolta e si fa ciò che dice il COMANDANTE e meno ciò, viene messo in discussione e più la nave va veloce. Quindi ribadisco, ognuno pensi al proprio ruolo e non a quello del compagno o peggio ancora a quello di uno dei componenti di uno staff tecnico. Detto ciò, vediamo le tre cose da fare e non fare per gestire un conflitto:
– Non prendersela mai sul personale, la persona e/o le persone, non ce l’hanno con te, non criticano la tua persona, ma ciò che fai e il modo in cui lo fai; non solo, il comportamento viene criticato perchè, smuove nell’altro, emozioni e sensazioni sgradevoli che riguardano se stesso e non te. Ribadisco, NON E’ PERSONALE!
– Ascoltare e ACCETTARE, ciò che ti viene detto, che in altre parole vuol dire, ciò che mi stai dicendo è reale, se non per me, lo è sicuramente per te, quindi ha un valore e io devo dargli lo stesso valore, che do al mio punto di vista.
– Esporre il proprio punto di vista, come AGGIUNTA all’altro punto di vista, e non come alternativa, e/o unica visione corretta. Questo fa sentire capita la persona, la fa aprire e le fa accogliere e accettare meglio l’altro punto di vista.
Se, queste 3 cose sono state fatte bene, ci dovrebbe essere, l’allargamento di vedute delle persone coinvolte, e quindi l’evoluzione in una verità più ampia. Il conflitto nasce nella DICOTOMIA, ovvero esiste la mia verità o esiste la Tua. Questo è devastante per le relazioni. La realtà è che entrambe i punti di vista sono sempre veri e reali, vanno accettati e trovato un punto d’incontro che faccia vincere entrambe le parti. Ci si dovrebbe fare una domanda molto semplice:
Qual’è un terzo punto di vista sulla cosa che ci metterebbe d’accordo?
Trovato questo il conflitto è RISOLTO, e la relazione si evolverà.
Qual è l’ostacolo a tutto questo?
Il pregiudizio. Per lo più dato dalla conoscenza dell’altro, e dalla confidenza. Infatti le relazioni più impegnative per tutti noi, sono quelle più “strette” e durature nel tempo, perchè si esclude facilmente che la persona possa avere un punto di vitsa diverso da ciò che sono abituato ad aspettarmi. Della serie: già so come è fatto, è inutile!
Quindi viene a mancare l’ascolto e l’accettazione le relazioni “muoiono”, spesso senza separazione, ma sfiorendo e appiattendosi, abbassando la densità emotiva della relazione stessa.
Le persone, non sono bianche o nere, le persone hanno migliaia di sfaccettature e altrettanti punti di vista a seconda di ciò che stanno vivendo, e anche se possono sembrare contradditorie è proprio lì che si trova la chiave per far evolvere la relazione, proprio nella scoperta di una persona che è molto di più di ciò che ho imparato a vedere finora.
In definitiva, NIENTE PAURA, litigate discutete, MA, sempre con ascolto attivo e accettazione del punto di vista diverso dal proprio, solo così creerete un gruppo VINCENTE.
Se hai bisogno di aito contattami subito a metodometticilatesta@gmail.com per un training di gruppo nel tuo team dove insegnare ai tuoi atleti come gestire al meglio le pressioni e i conflitti della vita agonistica.
A presto!
da Mettici la Testa | Nov 3, 2022 | Pillole
Lo Sport ad alti livelli diventa sempre più pieno di pressioni, oltre il luccichio del successo c’è molto di più.
Lavoro lavoro e sacrifici, pressione forte di DOVER ottenere risultati, e la possibilità, molto elevata, di sentire che tutto questo sia davver troppo, alla fine “volevo solo divertirmi”
Nelle ultime settimana, sempre più volti noti dello sport, hanno manifetstato le loro difficoltà nel gestire diverse fasi della loro carriera, raccontando di aver vissuto veri momenti di depressione; nomi come quelli di Ronaldo il fenomeno, Iniesta, Higuain atleti che hanno raggiunto le vette più alte del mondo eppure hanno sofferto tanto, avendo trovato difficoltà anche nelle ragioni di rimanere in vita.
Ma come succede tutto questo?
A certi livelli pensiamo non sia possibile pensare di poter finire in un vortice negativo così grande, perchè si pensa che questi atleti siano persone fortunate, di successo, che hanno tutto, anche persone che gli vogliono bene, soldi, case macchine, successo sportivo, eppure succede.
Com’è possibile?
Succede perchè i soldi non fanno la felicità, e perchè le “cose” non riempiono le nostre vite, la depressione colpisce una persona che non ha nulla come una che ha tutto. La depressione è una cosa che viene da dentro, e se non viene curata, già dall’origine, può diventare estremamente limitante e pericolosa.
La prima cosa che devi capire è da cosa sei motivato??? Voglio dire, perchè fai quello che fai? qual è il motivo per il quale fai il tuo sport, fai agonismo, vuoi arrivare in alto?
Se la risposta a queste domande, riguarda in qualche modo, il successo, i soldi, la fama, il sentirti realizzato attraverso i tuoi risultati, allora stai cominciando a generare quel mostro che è la depressione dentro di te. Si piano, piano, prima con forme di stress, ansia, paure, attacchi di panico e poi depressione.
Non puoi motivarti sull’EGO, non puoi lasciare la tua motivazione legata ai risultati, perchè appena li avrai raggiunti, ti sentirai più svuotato che soddisfatto, e saranno guai. Se poi, fai uno sport dove non si guadagna granchè, allora troverai una veloce scusa per smettere e lasciar perdere, se invece avrai contratti da rispettare, il tunnel sarà appena iniziato e le probabilità di precipitare verso il fondo saranno elevate.
Quindi NON SEI CIO’ CHE FAI, distaccati subito dall’identità di atleta, non SEI un atleta, FAI l’atleta, trova la motivazione verso cose più nobili e durature e soprattutto sane, come il costante miglioramento, la crescita sportiva e umana, e ispirare chi ti guarda, metti la tua motivazione attorno al bisogno d’ispirare il mondo con quello che fai, facendolo con tutto l’amore del mondo, e troverai una motivazione forte sana e duratura che non avrà mai cali e ti permetterà soprattutto di vivere la tua carriera sportiva con leggerezza ed entusiasmo.
Se invece, sei già sul precipizio del tunnel, allora non aspettare chiama un esperto chiedi aiuto e vedrai che starai presto meglio, se invece sei ancora al livello di ansia generalizzata, attacchi di panico, fai la stessa cosa, chiedi aiuto, non aspettare di raschiare il fondo.
Lo Sport è un lavoro serio, carico di pressioni enormi, spesso a cui ci si sottopone da molto giovani, e quindi tutto più complicato, non aspettare, tira su la schiena, rialzati con l’aiuto di un professionista e comincia a vivere felicemente ciò che fai.
A presto
da Mettici la Testa | Ott 6, 2022 | Pillole
oggi ti parlo di sport e dipendenze; il mondo dello sport sia ad altissimi livelli che nel dilettantismo è purtroppo pieno di atleti che fanno abuso di alcool droghe e sostanze dopanti.
E no, non c’entra nulla, il fallimento, le sconfitte, il successo, i troppi soldi, la troppa fame o quant’altro.
E’ solo un metodo per sabotarsi molto raffinato, che comincia quasi per gioco, con la solidissima illusione di averne controllo.
Mi dispiace non ne hai nessun controllo.
Ma facciamo ordine, e cominciamo con degli esempi illustri come GEORGE BEST, alcolizzato cronico, nel film che lo racconta, l’allenatore un giorno riesce a strappargli la promessa di non bere per una settimana prima della partita. Best obbedisce, va in campo la domenica e ne fa sette. si, sette gol, in una partita di campionato inglese. Best era un signore del calcio, ma la sua testa aveva imparato un modo più rapido e veloce per soddisfare i suoi bisogni emotivi, purtroppo distruggendosi. Era un calciatore straordinario, e pensate se non avesse avuto la dipendenza da alcool. MOrto a 59 anni con il fegato spappolato dall’alcool.
Maradona, cocainomane, il più grande della storia, con una dipendenza fortissima, autodistruttiva. Pensate senza questa dipendenza cosa avrebbe potuto fare, ma la paura dell’essere umano, quella più profonda è sempre la grandezza, è sempre la paura di diventare grandiosi, mai il contrario. Morto recentemente a 60 anni!
Per fare esempi più recenti, Andy Van der Meyde per sua stessa ammissione: un pazzo. Tra i molti guai dell’olandese – depressione, cocaina, problemi psichici – pure l’alcol. Giornata tipo: alle undici era già alticcio, andava ad allenarsi, faceva tappa in un paio di club e chiudeva la giornata in uno strip-tease, dove – tra un bicchiere e l’altro – stringeva relazioni amichevoli con le ballerine.
Potrei continuare e farci un libro solo di esempi, personalmente ho anche conosciuto e lavorato con atleti con dipendenze da cannabis, dove sembra sempre che non faccia nulla che non sia una vera dipendenza, che invada sempre con controllo la tua vita… eppure per chi vuole primeggiare è un àncora che ti trascina giù a fondo.
Ma perchè un atleta, anche di successo, finisce nel cadere nel circolo vizioso delle dipendenze?
Semplice, se la dipendenza arriva in età adulta, non è capace di reggere la pressione e quindi evade. Se la dipendenza è giovanile, allora c’è un dolore enorme che non riesce a tirare fuori e quindi evade e scappa, silenziando quel rumore dentro di sé con lo sballo. Se la dipendenza è di una sostanza dopante allora ha smesso di credere che ce la possa fare e ricorre al barare pur di non accettare e non vedere il fallimento, accettando anche di ammalarsi pur di non vedere quel fallimento.
Intendiamoci, la droga è una dipendenza emotiva, sempre!
E noi siamo pieni di dipendenze emotive. La nostra passione, il nostro sport è una dipendenza emotiva. Le nostre relazioni sono dipendenze emotive, il nostro lavoro, il nostro hobby e tutto ciò che facciamo e viviamo con ricorrenza nella vita, sia che sia una cosa bella sia che sia una cosa brutta e insopportabile, è una dipendenza emotiva.
E quindi qual’è la differenza?
Biologicamente e neurologicamente nessuna.
La differenza sta solo nel fatto se ciò che fai ti fa bene o ti fa male; se ciò che fai ti mantiene ad un livello di mediocrità oppure ti porta a spingere sempre di più.
Quindi, anche l’eccesso di qualunque cosa è una dipendenza emotiva.
Come si cura?
Fatti aiutare, non ce la farai mai da solo. Trova una persona e chiedi aiuto.
Fatto ciò, dovrai imparare a sostituire la dipendenza da sostanze stupefacenti con qualcosa di più sano, e poi se vorrai e ti impegnerai, imparando a non aver bisogno di cose esterne per soddisfare i tuoi bisogni emotivi.
Abbiamo bisogni fisiologici e bisogni emotivi, e vanno soddisfatti entrambe, se impari con maestria a gestirli allora diverrai un gigante, altrimenti la mediocrità ti aspetta a braccia aperte.
Quindi se hai qualche problema del genere, smettila di accontentarti, chiedi aiuto e vatti a prendere e conquistare ciò che meriti.
Sei nato per manifestare la tua grandezza, qualunque essa sia, fallo!!!
da Mettici la Testa | Lug 29, 2022 | Pillole
Conosco atleti che vomitano prima di una gara, conosco atleti che hanno attacchi di panico prima di una gara, conosco atleti che non dormono prima di una gara!
Ho visto atleti avere ansia prima di una gara, irrigidirsi e bloccarsi completamente.
E non parlo di atleti di basso livello, spesso sono atleti tra i più forti al mondo nel loro sport; totalmente incapaci di gestire il momento.
Cos’è l’ansia da prestazione?
È una cosa momentanea, che non può durare!
Questa è la prima cosa che devi capire!
L’ansia è un allarme che suona, è come tutti gli allarmi prima o poi smette.
Ciò che invece può essere permanente è lo schema di pensiero ceh attiva la tua ansia!
Detto ciò’ non permettere come prima cosa a te stesso di pensare che sia una patologia. Non lo è!
E siccome tutto inizia da ciò che credi, non credere a stupidaggini molto limitanti.
L’ansia da prestazione è il più bel segnale che ti possa arrivare a dimostrarti che stai per fare qualcosa di importante a cui tieni immensamente.
Sei un privilegiato, solo grazie al fatto che ti concedi una vita dove tu possa ottenere e lottare per ciò che sogni!
Quindi, accogli l’ansia, non combatterla oppure aumenterà e distruggerà la tua performance.
Una volta accolta ecco qui di seguito tre cose da fare subito:
– respira, riprendi controllo della tua respirazione, scuoti il tuo corpo facendo qualche salto e diversi movimenti tipici di un riscaldamento di un atleta
– domandati solo: Come posso sfruttare ciò che sento e farlo diventare coraggio serenità e forza?
– visualizza il tuo esercizio, la tua gara, la tua prestazione
Tutto qui!
In piu, ti consiglio di acquistare IN TESTA, ed esercitarti, inoltre ti invito ad ascoltare il podcast SPORT MENTAL PILLS, dove troverai tantissimo aiuto.
Ma se, vuoi il turbo ai tuoi risultati e vuoi liberarti per sempre della tua ansia da prestazione, degli attacchi di panico e della fobia da competizione, allora scrivimi, è insieme vinceremo questa battaglia insieme a tutte le gare che dovrai affrontare.
Fammi sapere come va!
Buon allenamento!
da Mettici la Testa | Mar 1, 2022 | Pillole
So bene come sei fatto, odi perdere!
E ogni volta che succede vorresti urlare e dire BASTA! Ma poi alla fine torni in palestra e la tua vita continua, continuando a inseguire Vittorie.
E’ giusto cosi!
Si dice che dalle sconfitte si impara, che dai fallimenti capisci cosa migliorare; in realtà non per tutti è così, molti continuano a fallire, a perdere, a mancare la vittoria più importante etc..etc…
E sai perchè?
Perchè non imparano nulla!
E non imparano nulla, perchè non accettano la sconfitta, non accettano il fallimento, lo vivono come una questione personale, che toglie VALORE a ciò che sono e ciò che ottengono.
Quindi per imparare non basta perdere.
Serve accettare quella sconfitta, accettare e accogliere quel fallimento come la migliore cosa che ti potesse capitare, e poi con questa lucidità e atteggiamento positivo, capire cosa ti ha portato alla sconfitta, analizzare e tornare a lavorarci sopra in palestra.
In altre parole ti serve essere LUCIDO, perchè senza lucidità, non capirai neanche perchè hai perso, perchè quel giorno le cose non sono venute, accamperai qualche scusa, qualche giustificazione e tirareai avanti rallentando di gran lunga la tua crescita sportiva e umana.
Ogni giorno seguo atleti da vicino, ed insegno loro l’importanza di vivere lucidamente le situazioni e le gare, e per farlo devono imparare a gestire il loro stato d’animo, gestendo lo stress pre-gara e durante la gara, altrimenti non potranno mai tirare fuori il loro potenziale e non impareranno mai nulla dai loro fallimenti; ripeto, ti serve essere LUCIDO!
Cosa puoi fare da subito?
1 impara a respirare, grazie al respiro puoi avere un enorme impatto sul tuo stato emotivo
2 impara a parlarti in modo potenziante orientando la tua attenzione verso ciò che vuoi e non verso ciò che non vuoi
3 rimani concentrato sul gioco, sempre, non sprecare energie su cose che non puoi controllare ma ivesti ogni tua energia sull’unica cosa che puoi controllare: il tuo stato d’animo!
Se questo non basta, allora iscriviti alla newsletters su
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IN TESTA dove troverai spunti utilissimi per allenare da subito la tua mente.
Ti aspetto
Buon allenamento!
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