Sono arrivato in gara ed ero stanco!

Sono arrivato in gara ed ero stanco!

Capita spesso che un atleta prima di una gara e/o durante, venga sopraffatto dalla stanchezza; ecco la strategia per essere sempre al TOP della forma, soprattutto nel momento che conta!

Ormai non conto più le volte che qualche atleta viene da me e mi dica:

  • “Davide sono arrivato stanco in finale”
  • “Davide, mi sentivo a pezzi, non riuscivo neanche a scaldarmi” “
  • Davide, ho dato tutto all’inizio e alla fine non mi era rimasto più nulla, energie finite”

Allora chiariamo subito una cosa di fondamentale importanza, se sei un atleta, agonista e professionista tra i 12 e i 30 anni, che fa 6 allenamenti a settimana e uno stile di vita sano, NON PUOI ESSERE STANCO!

Se lo sei, non è il tuo fisico ma la tua TESTA che ha detto: BASTA!

Prima lo accetti e prima risolvi la cosa!

Infatti è sempre la TESTA a mollare prima del fisico, il corpo esegue solo il suo comando, purtroppo non ne sei consapevole e quindi credi solo di aver sciupato tutte le tue energie.

In realtà, se fossi conscio dei tuoi pensieri e dei tuoi stati d’animo, avresti potuto fare qualcosa per invertire la rotta e presentarti al TOP in ogni momento della tua performance.

Come si fa?

Ti ho già accennato da dove si inizia, ovvero dal fatto di comprendere semplicemente che non puoi essere stanco, perchè sei super allenato, hai uno stile di vita sano, alimentazione sana e non esiste motivo per il quale tu debba avere un calo fisico.

In più aggiungo, che se hai meno di 17 anni, hai un livello medio di energia che ti permette di saltare allenamenti, ore di sonno, mangiare male e comunque arrivare al massimo dell’energia. (ovviamente se non è una costante, ma solo eccezioni)

Quindi la prima cosa da fare è mettere dubbio e confutare il fatto che tu sia stanco; alcuni dei miei atleti hanno degli “incantesimi” che si ripetono in automatico quando scatta questo tipo di sabotaggio.

Ciò ti permette di focalizzare la tua Mente sul reale problema e quindi passare velocemente alla soluzione.

Sei in uno stato d’animo depotenziante. TUTTO QUI!

CAMBIALO!

Evidentemente è saltata fuori qualche normale paura e/o insicurezza che ha generato come sistema di protezione, quello della stanchezza. In questo modo, la Tua Testa, ti sta difendendo da ciò che ritiene un potenziale pericolo, ovvero la gara, sia per paura di perdere o peggio ancora per paura di vincere.

Infatti ricorda una cosa fondamentale, la stanchezza in questi casi è solo PAURA!

Riconoscila e affrontala!

Gestisci il tuo stato d’animo, cambiando la tua FISIOLOGIA, il tuo LINGUAGGIO, e il tuo FOCUS, e ti sentirai subito meno stanco e più pronto ad affrontare la tua gara! (puoi approfondire l’argomento sul libro “IN TESTA” acquistabile qui.

Provare per credere!

Ricapitolando:

  • la stanchezza è paura
  • cambia la tua fisologia
  • cambia il tuo linguaggio
  • sposta il tuo FOCUS

Sperimenta e fammi sapere nei commenti la tua esperienza.

Buon Allenamento!

Davide

Cuore, Testa e Viscere!

Cuore, Testa e Viscere!

Se vuoi Vincere, devono essere allineati, eccoti la strategia Vincente.

Quando si parla di atteggiamento e di aspetto Mentale, il linguaggio non aiuta a spiegare veramente cosa voglia dire in una semplice frase.

Lavorare sul proprio atteggiamento, soprattutto quando lo si sta costruendo come nel caso degli adolescenti o di atleti acerbi, e che devono ancora affermarsi nel loro sport, è un lavoro di CONSAPEVOLEZZA!

Consapevolezza di sè!

Che vuol dire?

Vuol dire, essendo il più semplicistico possibile, conoscersi, e nello specifico conoscere i seguenti aspetti:

  • conoscere i propri pensieri, in ogni istante
  • conoscere le proprie emozioni, che non vuol dire, si sto bene o no c’ho l’ansia, le emozioni hanno migliaia di sfumature dallo stare bene allo stare male, bisogna riconoscerle il più possibile
  • saper distinguere cosa ti dice la testa e cosa ti dice il cuore

Insomma, non proprio la cosa più semplice e automatica del mondo.

Gli esseri umani ci mettono una vita intera per imparare a farlo, e forse una vita non basta, ma tranquillo, basta prendere la direzione, il resto verrà da sè, ti spiego, seguimi, ascoltami.

Il primo esercizio che devi fare per aumentare la consapevolezza di te, è semplicemente uno: ASCOLTARTI.

Che vuol dire?

Semplice, fermarsi, fare un respiro, e domandarsi: Cosa sto pensando? Come mi sento in questo momento?

Attento, la risposta, deve essere ragionata, prova ad ascoltare il tuo respiro, il tuo corpo, i tuoi pensieri per qualche minuto, scava quel minimo, senza paura di trovarci chissà che.

All’inizio, come tutte le cose, verrà male, non verrà proprio, ma fidati che saprai darti risposte sempre migliori.

Inoltre aumenterà la tua capacità di ascoltarti durante una gara, e questo è quello che ti interessa, perchè, farà, tutta la differenza sul tuo risultato finale!

Quante volte lo devi fare?

Più lo fai e meglio è, più lo fai e più diventi velocemente consapevole, allenati, e più ti alleni e più avrai risultato.

Fatto questo arriva il bello!

Più sarai consapevole di te e più saprai distinguere quando decidi con la Testa, ovvero la parte razionale, quella parte dettata dalle “regole” che dice cosa è giusto fare, secondo quello che ti hanno insegnato e secondo quello che il tuo giudice interno, la parte del tuo EGO, più stupida, ti suggerisce; è una parte analitica, fatta per analizzare ma non può decidere da sola.

Se tutte le tue decisioni vengono dalla TESTA, non sempre saranno decisioni felici per te!

Ti accorgerai di quando deciderai con le “Viscere” ovvero quella parte emozionale più “bassa”, fatta magari di rancore, rabbia, invidia, gelosia, bisogno di approvazione, molto istintiva e poco attenta alle conseguenze.

Le decisioni prese in questo modo, di solito portano a disastri di cui ti penti 1 minuto dopo.

Infine ti accorgerai di quando deciderai col Cuore, ovvero la parte emotiva più alta e spirituale, quella guidata dalla comprensione, dalla conoscenza, dall’amore per sè e per gli altri, dalla gentilezza d’animo e dalla generosità, insomma quella parte che sa sempre dove vuoi andare e cosa è giusto per te!

Le decisioni prese col Cuore, sono quelle che anche se sbagliate non portano quasi mai a disastri e non hanno mai rimpianti.

Ora, queste 3 parti, immaginale come 3 amici che si devono mettere d’accordo, perchè quando hai ottenuto risultati straordinari nella tua vita queste parti non litigavano tra loro ma bensì erano in totale armonia.

Come fai per metterle d’accordo?

La strategia più semplice è la seguente:

Vivi di pancia, ovvero, vivi le tue emozioni, non reprimerle, quelle belle come quelle brutte, solo in questo modo riuscirai a non portarti “pesi” nell’animo che ti limitano proprio sul più bello e sulla gara più importante.

Usa la Testa, cioè ascolta la tua parte razionale, analizza quello che succede, utilizza discernimento, vedi le cose da più punti di vista e scegli il più utile.

Decidi col Cuore; si lanciati, a capofitto, buttati dal precipizio, affidati, perchè se avrai ASCOLTATO bene, tutte le parti, le avrai allineate. Fai quello che senti più giusto per te, senza ascoltare freni come ad esempio: questo sport non mi porterà nulla nella vita, nessuno crede in me, io non credo in me, non sono portato, sono troppo vecchio, etc… etcc…. se lo senti tuo lanciati! Insomma ascolta il tuo “perchè” il tuo “scopo”, la tua mission di vita!

Un obiettivo è come scagliare una freccia al centro del bersaglio, facendo passare la freccia in mezzo a tre anelli chiamati, CUORE, TESTA, VISCERE, se sono allineati la freccia passa dentro a tutti e 3, centrando il bersaglio; se sono sfalsati, la freccia sbatterà contro uno dei tre e non arriverà al bersaglio.

Il lavoro mentale è un allenamento duro, che pretende costanza e impegno come tutti gli allenamenti, e conoscere se stessi è un allenamento che dura una vita, ma fidati, chi vince tanto nello sport si conosce molto più dei suoi avversari!

I ragazzi che seguo per allineare le 3 componenti faticano duro, soprattutto contro le proprie paure, ma alla fine, chi prima chi dopo, l’hanno vinta e VINCONO!

Tu sei pronto per iniziare a VINCERE e CONOSCERTI?

Scrivimi qui e valuteremo insieme la tua motivazione per ottenere grandi risultati da subito!

Buon allenamento

Davide

La paura fa 90!

La paura fa 90!

No, non parlo della paura di Vincere o Perdere, parlo della tua Paura di guardarti dentro e conoscere il tuo lato oscuro!

Nel mio lavoro, sono abituato a mettere l’atleta nelle condizioni di conoscersi meglio al fine di poter tirare fuori tutto il proprio potenziale, infatti la crescita di un Campione, passa per la crescita umana dell’atleta.

Questo vuol dire che ti prendo e piano piano ti faccio conoscere i tuoi limiti, le tue paure, e ti dò gli strumenti per eliminarle, gestirle e superarle.

FANTASTICO!

Detto ciò, è un lavoro dove ci devi mettere tanto coraggio, perchè affrontare e guaradare in faccia le tue paure è cosa semplice fino ad un certo punto.

Poi, più scendi e più scopri tutte le cose che ti sei nascosto, che hai dimenticato di aver messo lì nel fondo, e ti capita che appena le vedi fai: “no, questo non mi interessa” “questo non mi serve” “posso farcela anche senza arrivare laggiù” “posso vincere anche con lo scheletro nell’armadio” “non è vero”

La tua TESTA si sa difendere meravigliosamente da tutto ciò che la spaventa, e trova le migliori scuse del mondo, per poterti tenere lontano da ciò che ti infastisce, non accetti e non ti piace.

Così ti fa abituare anche a situazioni che non ti piacciono, nelle quali non stai bene o non sei pienamente soddisfatto, perchè la merda sarà anche puzzolente ma dopo un pò l’odore non si sente più e si sta anche caldi!

Il problema è che tutta la tua crescita è proprio dove c’è la paura, dove c’è il fastidio, dove c’è lo stress…

Sai ormai mi sono abituato, da quando faccio questo lavoro, le persone e i miei atleti hanno più o meno sempre lo stesso approccio:

  • all’inizio entusiasti non vedono loro di parlarti, di raccontarsi, di confrontarsi con me
  • poi piano piano, di volta in volta, si accorgono di quanto sia scomodo parlare con una persona che ha la capacità di “leggere” da quello che ti dici e come lo dici, la natura della tua paura, del tuo limite, con una linea dritta dritta, alla natura del tutto, avvolte con una velocità che non ti fa neanche capire come sia colleegata la cosa
  • così, la loro Testa, non lo fanno neanche troppo consapevolmente, decide di chiudersi, col risultato che smettono di volersi confrontare.

Divertente, vero?

Con i miei atleti, sapendo tutto questo, mi gioco la carta dell’AUTORITA’, ovvero o ti affidi e fai come ti dico, oppure ti mollo! Con amici e conoscenti invece ho imparato a stare zitto, a non arrivare così in fondo, anche perchè non serve a molto se non si vuole vedere…

Ma tornando a te che hai un sogno chiaro e lucido che si chiama VITTORIA, se smetti di seguirmi a che serve pagarmi?

Così, ti ricordo, che il mio ruolo è scomodo, perchè devo dirti le cose che non vuoi sentirti dire, per diventare la persona che vuoi, per ottenere i tuoi sogni.

E nelle cose scomode c’è la tua VITTORIA!

E si, avvolte può far paura mettere le mani nello sporco, ma è l’unico modo che hai per toglierlo, per eliminare quelle paure e quei sabotaggi, che saltano fuori sul più bello a rovinarti la festa.

Vincere è un atto di coraggio, Crescere è un atto di Coraggio!

Alla fine si tratta sempre e solo di coraggio!

Il coraggio di osare, di affidarsi, di credere che le cose possano cambiare, il coraggio di credere che sia possibile, il coraggio di iniziare qualcosa di nuovo.

Vuoi sapere quali sono le scuse più facili dell’essere umano?

Mancanza di tempo e mancanza di soldi!

Allenati a non giustificarti, e il successo sarà più vicino!

Buon allenamento!

Davide

Sei emotivamente intelligente?

Sei emotivamente intelligente?

3 MODI PER SVILUPPARE LA TUA INTELLIGENZA EMOTIVA

Un atleta che vuole performare ad alti livelli, deve curare i più piccoli dettagli; proprio così, dovrà allenare al meglio la parte atletica, quella tecnica e quella tattica.

In più dovrà allenare la parte mentale ed emotiva!

Conosci te stesso, era scritto sul frontone del Tempio di Apollo.

Ebbene parto dall’inizio, perchè per poter allenare la tua mente e le tue emozioni, devi conoscere la materia, e quando la materia sono i tuoi pensieri e le tue emozioni appunto, devi saper riconoscerle e saper influenzarle.

Tu sai cosa stai pensando in questo momento?

Tu sai cosa stai provando in questo momento?

Nel 95% dei casi, non lo sai, e se pensi di saperlo hai un idea vaga e generalizzante, del tipo: Sto bene! Sono Tranquillo! oppure Sto pensando a leggere l’articolo! Non penso a nulla!

Per poter aver controllo su un qualcosa, e su una materia in generale abbiamo necessità di conoscerla. Ad esempio, se vuoi elaborare concetti fisici, studiare la natura FISICA delle cose e capire come poter elaborare determinati studi, devi studiare FISICA. E più conosci la materia e più affini la tua abilità di elaborazione analisi e influenza.

Per le emozioni e i pensieri è la stessa cosa, vuoi gestire le tue emozioni? vuoi avere controllo sui tuoi pensieri?

Devi studiare in modo approfondito cos’è ogni singola emozione, cosa significa, qual’è la reazione fisiologica che genera al tuo corpo, in modo da poterti quantomeno rendere conto di come stai…

Ad esempio:

Cos’è la Frustrazione? L’insicurezza? L’ansia? sai descriverle?

Sai elencare che tipo di reazione generano su di te?

Come ti fanno respirare? come ti fanno parlare? che postura ti fanno assumere? che tipo di dialogo interno ti generano? che tipo di focus?

Vedi, lavoro con atleti tutti i giorni, e quasi mai trovo atleti che mi sanno dare risposte esaustive, nel migliore dei casi mi vengono date risposte vaghe e generalizzanti.

Gli atleti che lavorano con me, ci mettono un bel pò per arrivare ad una vera consapevolezza, ovvero per arrivare a raccontarmi un match, dicendomi esattamente cosa sentivano in un determinato momento e cosa pensavano. Le prime volte mi raccontano il gioco, e non mi raccontano la cosa più importante: il GIOCO INTERIORE!

Non ne sono consapevoli, avviene ma non se ne rendono conto, e questo vuol dire che se anche tu sei nella stessa condizione, lo SUBISCI!

E’ la tua testa a decidere per te, ed il problema è che i pensieri influenzano le tue emozioni e le emozioni influenzano le tue azioni e quindi i tuoi risultati.

Cosa fare?

Allora, le cose sono 3 per iniziare e sono anche semplici, e molto impegnative:

  • apri il dizionario, cercati almeno 10 emozioni principali negative e 10 principali positive, leggiti il significato e diventane consapevole; invidia, rancore, tristezza, insicurezza, ansia, rabbia, nervosismo, etc…. amore, sicurezza, coraggio, gioia, serenità, tranquillità etc….
  • sperimentale su te stesso, le emozioni che vivi sei tu a generarle, quindi mettiti in uno stato neutro, in un posto tranquillo, e richiamale una ad una e osserva il tuo corpo. Fai così: Ansia, torni con la mente a un ricordo pieno di ansia, se chiudi gli occhi magari ti aiuti, lo rivivi, ricordando colori, suoni, voci, immagini, persone, luoghi etc… e ascolti il tuo corpo, più rimani in quello stato e più ne prendi consapevolezza
  • una volta che sai cosa succede quando provi una determinata emozione, sarà molto più facile per te renderti conto che la stai provando, e l’ultimo esercizio che dovrai avere abitudine di fare è durante la giornata, almeno 10 volte al giorno, fermati 10 secondi e chiediti: COSA STO PROVANDO e PENSANDO in questo momento?

Ecco, tutto qui, molto semplice e molto impegnativo ripeto. E’ un esercizio e va allenato, la prima volta verrà male o non verrà proprio ma, ti assicuro che più lo sperimenterai e più diverrai consapevole, e più diverrai consapevole e più avrai il potere di influenzare i tuoi pensieri e le tue emozioni.

E se stai pensando, e che me ne faccio di tutta questa consapevolezza, io devo pensare a giocare mica a quello che provo?

Hai ragione, infatti, ti servirà per tutte le volte che durante una gara, quando le cose non vanno come vorresti, ti renderai conto del perchè, e avrai il potere di cambiare il tuo stato d’animo, quindi i tuoi pensieri, quindi le tue azioni e quindi i tuoi risultati.

Avrai il potere di influenzare le circostanze invece che subirle. Sarai forte mentalmente, così potente da essere imperturbabile a tutto ciò che può succedere durante un match!

Dovrebbero insegnarla a scuola EDUCAZIONE EMOTIVA, e un giorno lo faranno, e in molte nazioni nel mondo sta nascendo come materia, nel frattempo, visto che probabilmente le scuole le hai finite o quasi inizia con questi 3 piccoli esercizi e fammi sapere come va.

Inoltre puoi leggere il libro IN TESTA, lo trovi qui, e iniziare ad approfondire l’argomento per accellerare i tuoi risultati. Puoi venirne a parlare direttamente con me in una delle mie presentazioni del libro, trovi tutte le date qui.

Ti aspetto e buon allenamento!

Davide



C’ho l’ansia, è più forte di me!

C’ho l’ansia, è più forte di me!

ECCO 3 SEMPLICI STRATEGIE PER GESTIRE LA TUA ANSIA PRE-COMPETIZIONE

Tantissime volte sento dire questa espressione ad un atleta quando si trova in prossimità della gara. Ancora di più mi capita di sentire dire:

E’ più forte di me!

L’ansia è uno stato d’animo, partiamo dal principio.

La prima cosa che devi necessariamente capire, quando si parla di emozioni, è che sei tu a generarle, non sono una “cosa” che ti cade addosso o che subisci.

Già il linguaggio che utilizzi ti mette ne guai e ti toglie responsabilità e quindi possibilità di influenzarle.

Ti faccio qualche esempio:

  • quando mi rispondi male mi fai arrabbiare
  • ogni volta che scendo in campo mi viene l’ansia
  • l’arbitro mi fa innervosire

Ecco alcuni esempi di come ci si parla e purtroppo questo linguaggio deresponsabilizza come ti dicevo, perchè delega tutto all’esterno, ovvero è il campo che mi dà ansia, è l’arbitro che mi fa innervosire.

La realtà, liguisticamente parlando invece è la seguente:

  • se mi rispondi male, IO MI ARRABBIO
  • quando scendo in campo, MI METTO IN UNO STATO D’ANSIA
  • IO MI INNERVOSISCO quando vedo l’arbitro

Come vedi la differenza è sottilissima, quasi impercettibile ad uno sguardo più superficiale, e invece inizia tutto da qui.

Un linguaggio del genere, cambia la prospettiva, ti dà responsabilità di quello che succede intorno a te e soprattutto ti dà il potere di influenzare i tuoi stati d’animo e di conseguenza le circostanze.

Una volta che ti sei preso RESPONSABILITA’ dei tuoi stati d’animo allora puoi fare queste 3 semplici cose che stravolgeranno i tuoi risultati:

  • cambia la tua FISIOLOGIA, ovvero cambia respirazione, cambia postura, cambia TONO DI VOCE, imposta tutto in uno stato più sereno, sicuro e deciso.
  • cambia il tuo dialogo interno, ovvero le cose che ti dici, infatti ripeterti che sei in uno stato d’ansia non ti aiuterà ad eliminarlo, anzi lo amplificherà. Di certo non puoi metterti li a dirti che sei sereno e tranquillo se non lo sei, ma puoi dire cose vere e decisamente più potenzianti come ad esempio: “mi sono preparato al meglio, sono padrone dei miei stati d’animo e con la giusta FISIOLOGIA e il giusto DIALOGO, posso mettermi in uno stato di SICUREZZA. Sono pronto a dare il mio massimo e giocarmela con determinazione” Come vedi, nulla che la tua testa possa definire non vero o irreale e rendere inutile il lavoro.
  • infine, modifica e sposta il tuo FOCUS, ovvero poni la tua attenzione su ciò che stai facendo, evita di preoccuparti stando con la mente a ciò che può succedere, vivi il momento, concentrati sul tuo respiro, fai i tuoi esercizi di riscaldamento e occupa la mente contemplando il presente. QUI E ORA!

Ovviamente, si potrebbe stare qui e scrivere tantissimo sull’argomento, queste sono solo 3 piccole strategie per aiutarti, ma se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere il mio libro “IN TESTA” incentrato proprio su questo argomento, così da poter mettere il TURBO ai tuoi risultati e arrivare alla vittoria con serenità ed entusiasmo.

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Fammi sapere come va!

Buon allenamento!

3 Errori del Genitore di un Agonista!

3 Errori del Genitore di un Agonista!

Un aspetto che influenza la performance di un atleta è l’ambiente; questo ti forma, ti influenza, crea aspettative, genera etichette, giudica, pretende e condiziona.

Certo rimane uno dei tanti aspetti, non è certo l’unico, anche perchè ci sono centinaia di casi usciti fuori da ambienti destabilizzanti, negativi e tutt’altro che motivanti e protettivi.

Fatto sta, che condiziona, e il più importante degli ambienti è sicuramente quello familiare. Per esperienza diretta, lavorando molto con gli adolescenti, mi capita di vedere il loro ambiente e quindi i loro genitori, stimolare in un modo o in un altro il proprio figlio. Purtroppo in buona fede, spesso, si commettono errori che invece di aiutare non fanno altro che peggiorare le cose.

Da bambini lo Sport dovrebbe essere solo un gioco che ti trasmette valori sani, al fine di crescere un uomo e una donna, con dei principi che facciano bene a se stessi e agli altri. In adolescenza, se fai agonismo, lo Sport ti porta già ad alti livelli di stress e pressione e si necessita di gran supporto da parte dei genitori e di tutto l’ambiente.

Ovviamente siamo tutti diversi e il supporto e le interferenze che un atleta subisce sono esclusivamente soggettive. C’è chi ha bisogno di essere sfidato, chi ha bisogno di essere coccolato, c’è chi ha bisogno di essere ignorato, insomma non esiste una ricetta generica, detto ciò si possono identifcare 3 ERRORI che non vanno MAI fatti in nessun caso:

ERRORE UNO: Non aiutare il proprio figlio a non identificarsi con ciò che fa. Una delle cose principali per uno sportivo che vive di risultati, è capire il prima possibile che è OK anche quando perde. Infatti, soprattutto per un adolescente, in una fase di pieno sviluppo del sè e del proprio EGO, è molto lontano dai suoi schemi un ragionamento del tipo: “Non sono ciò che faccio!” Eppure è la sua salvezza, apprendere da subito, questa netta distinzione tra ciò che è, e ciò che fa, in modo che quando si troverà davanti ad inevitabili fallimenti sportivi, si sentirà OK comunque, non scapperà dalla situazione, non si sentirà meno amato dalle persone intorno a lui e accrescerà autostima e sicurezza personale. Nella pratica, bisogna semplicemente stare attenti al proprio linguaggio quando si parla con lui e quando si parla in sua presenza. Francesco è un calciatore. NO. Fancesco fa il calciatore. Importantissimo insegnare al proprio figlio che è molto di più della sua pratica sportiva nonostante rappresenti il 90% della sua vita. Egli ha più ruoli, tutti importanti, tutti necessari. NON SEI CIO’ CHE FAI!

ERRORE DUE: Fare leva sui sensi di colpa. “Spendo un sacco di soldi per farti fare Sport e tu non ti impegni per portare risultati!”
In generale è una delle più alte forme di manipolazione comunicativa quella dei sensi di colpa, la facciamo anche con noi stessi, rasentando l’autoerotismo punitivo, purtroppo la subiamo da sempre e impariamo quindi a riprodurla quando diventiamo genitori. Il problema è che fa danni collaterali enormi. In primis è una motivazione VIA DA’, ovvero che ti focalizza da cosa vuoi andare via e non VERSO qualcosa che vuoi. Quindi il primo errore è nell’ insegnare un tipo di motivazione che porterà la persona a decidere sempre per il male minore invece che per andare a prendersi ciò che desidera. Insomma roba da perdenti. In secondo luogo, aumenterà l’aspettativa nell’atleta, che non solo dovrà avere a che fare con la già frustrante sconfitta, in più aumenterà la sua frustrazione perchè non si sentirà OK con se stesso, e non si sentirà OK nei confronti dei genitori ai quali chiede anche sacrifici inutili. Insomma un disastro! Volete vedere se è veramente motivato e i Vs soldi non vengono buttati, o più semplicemente volete smuoverlo dal poco impegno? Fate la leva migliore di tutte: “Tu vuoi diventare un professionista? Comportati da professionista!” Vedete che faccia fa, e vi renderete conto di quanto è motivato o non lo è!

ERRORE TRE: Uscire dal proprio Ruolo! “Devi metterti a dieta! Devi Allenarti di più! Non ti stai impegnando come dovresti! “ Se sapessimo discernere i nostri diversi ruoli nella nostra vita, spenderemmo la metà delle energie per il doppio dei risultati. Avremmo relazioni di qualità superiori e saremmo molto più appagati. L’ostacolo? L’EGO! Care mamme e papà, fate i genitori, coccolateli, pretendete, sgridateli, educateli. Non è il Vs ruolo parlare di tecnica di tattica, di allenamento, di diete….etc… chiedetegli come sta, cosa desidera, e raccontategli di come voi superate le vs battaglie quotidiane, così, con l’esempio, lo guiderete a trovare le sue risorse per performare al meglio, così come nella vita anche nello Sport. E alla fine di tutto questo, se vi va, tifate per loro e andate a vedere le gare, perchè, non è neanche così importante la Vs presenza, la Vs presenza è importante la sera, dopo una Vittoria, dopo una Sconfitta, è li che ha bisogno di voi, di mamma e papà!

Buon Allenamento a tutti, si sa, il genitore è il ruolo più difficile al mondo!

Davide