L’agonismo in adolescenza: gioco o lavoro?

L’agonismo in adolescenza: gioco o lavoro?

Uno dei più discussi temi nel mondo dello Sport giovanile è sicuramente quello di far vivere ai giovani e giovanissimi lo Sport e la competizione come un gioco piuttosto che metterli sotto pressione fin da piccoli. E in effetti è giusto che sia così.

Ma è reale?

Aiuto atleti di tutte le età a performare al massimo usando tutto il loro potenziale attraverso la mente e il cuore.

Tutti i giorni, vivo agonisti grandi e piccini, e di solito ho a che fare con atleti che fanno molto sul serio, che per quanto giovani, già dai 10 anni, sognano di primeggiare a livello professionistico e non si risparmiano.

Da dire che ci sono discipline e discipline, quelle che espongono già il giovane atleta a fare sul serio sin dalla tenera età, e discipline che proteggono i giovani almeno fino a dopo i 15 anni.

Mi viene in mente il Tennis, la ginnastica, la danza, che spremono i ragazzi già dai 10-12 anni se non prima in alcuni casi, e poi ci sono sport sicuramente dove gli atleti hanno la possibilità di crescere con più calma e molto distanti dal professionismo adulto, un pò come il calcio, lo sport da combattimento e tanti altri… non che non facciano sul serio, attenzione, ma di sicuro portano meno stress di quelli sopra citati.

Giusto? Sbagliato?

Il mio lavoro tende a far focalizzare gli atleti sui risultati e su quello che vogliono. Quindi ben poco credo al concetto di giusto o sbagliato quando c’è un obiettivo di mezzo.

Insegno mentalità del risultato!

Di certo mi piacerebbe che fino a 12-14 anni fossero lasciati tranquilli e spensierati, detto ciò, nel mondo, a quell’età trovi già chi fa sul serio, chi già si allena 7 volte a settimana, chi già rinuncia a tutto per inseguire il suo sogno.

Se tuo figlio non lo avvisi di questo, lo illudi che potrà primeggiare!

C’è sempre chi si allena più di te!

Conosci la tecnica delle 10000 ore?

Sono stati fatti molti Test sui talenti e sulle eccellenze sportive e alla fine usciva sempre lo stesso risultato. A parità di condizioni, chi arrivava a performare ad alti livelli e primeggiare aveva sempre più ore di allenamento alle spalle. PUNTO!

Quindi, se tuo figlio, adolescente o anche più piccolo, vuole sul serio diventare un professionista, è giusto metterlo a conoscenza innanzitutto di quanta concorrenza ci sia e di quanto impegno ci voglia. Altrimenti si rischia di farlo illudere e farlo demoralizzare enormemente.

Poi sarà lui a decidere, se avrà la giusta motivazione, quanto impegnarsi e quanto credere nel suo sogno.

Altrimenti va benissimo lasciarlo giocare, godersi lo Sport, come aggregazione e crescita e come divertimento. Ripeto non si tratta di giusto o sbagliato. Si tratta solo di capire cosa vuole:

Vuoi diventare un numero uno? Bene, sei pronto a 10000 ore più una?

Vuoi solo divertirti? Ben venga, goditi la tua giovinezza e spensieratezza.

Se hai un bambino o un adolescente che fa sport, aiutalo a mettere a fuoco ciò che desidera, e di sicuro lo aiuterai a vivere l’attività col giusto atteggiamento sia in un modo che in un altro.

Ti assicuro che i ragazzi, anche giovanissimi, motivati a diventare qualcuno, li vedi subito, sono loro che ti chiedono allenamenti extra, che ti chiedono allenatori privati, preparatori atletici etc… e spesso mi capita di trovare i genitori spaventati da così tanta determinazione.

Poi trovi anche quelli fomentati al posto dei figli… sarebbe da aprire un capitolo a parte, diciamo solo, che ognuno ha il proprio ruolo ed è meglio che non invada il ruolo degli altri.

Se sei un genitore, attieniti a quello, che nel caso dello sport, è esultare, tifare, coccolare, sostenere. PUNTO!

Io rispondo sempre allo stesso modo:

“E’ un dono! ora va solo canalizzata questa determinazione, e aiutato a vivere quello che è un lavoro in modo divertente e leggero, perchè sempre di un giovane, avvolte giovanissimo atleta parliamo.” E infine aggiungo: “sa cosa lo aspetta?”

Si, l’altra cosa fondamentale è mettergli in prospettiva la vita e i sacrifici, altrimenti tutta la motivazione del mondo svanirà un bel giorno e tutto quel talento verrà sprecato.

Ovviamente sto parlando di chi vuole fare sul serio, non tutti devono e possono diventare professionisti.

Ma questa categoria necessita di una profonda guida e di tanta serenità attorno, in primis dalla famiglia e poi dall’ambiente sportivo.

Quindi gli va messa in prospettiva la carriera, fatto capire che è una vita sacrificata ma privilegiata.

Fai ciò che ami, e cresci un pò prima degli altri, fai sacrifici prima degli altri, e andrai in pensione prima degli altri.

Un adolescente se non glielo spiegate non ci arriva da solo. Almeno nella maggioranza dei casi. Esistono sempre le eccezioni.

Ricapitolando:

  • chiarezza di obiettivo
  • chiarezza sui sacrifici
  • chiarezza di Vision

Lo Sport del resto non è che una metafora di Vita, e va affrontato, se si vuole eccellere, con grande impegno.

Uno sogno STRAORDINARIO richiede un impegno STRAORDINARIO!

Fammi sapere nei commenti la tua esperienza, a presto!

Davide

T’ho trovato un conflitto! Perchè ce l’hai col tuo Talento?

T’ho trovato un conflitto! Perchè ce l’hai col tuo Talento?

Il tuo amore/odio per lo Sport che fai, non ti porterà lontano, e quando me ne accorgerò, farai di tutto per difenderlo!

Sono stato un pò lontano dal blog, perchè sto seguendo davvero tanti atleti e tra questi tanti veri CAMPIONI.

Eppure, anche in mezzo ad atleti tra i primi 5 al mondo in quello che fanno, si trova della robaccia pronta a distruggere il lavoro di una vita;

Sarà che passi una vita, a fare sempre la stessa cosa, a cercare di raggiungere un sogno così lontano per un bambino, che quando ti ci avvicini, le probabilità che ci arrivi stanco, possono essere alte.

Sarà che ci può stare che ti rompi le palle, della stessa vita, mentre intanto, guardi i tuoi compagni che hanno fatto millemila esperienze più di te.

E poco conta se quelle esperienze non valgono un briciolo, vicino al sacrificio che ti ha insegnato la VITTORIA, di ogni medaglia e coppa che hai portato a casa fino ad oggi!

Non conta niente, che hai imparato come si raggiunge un obiettivo mentre la maggior parte dei tuoi compagni ha imparato come bighellonare nella maggior parte dei casi!

Si dice che da un grande potere derivino grandi responsabilità!

La prima: accettare il fatto che hai un potere enorme, il tuo Talento, e prima lo capisci, prima imparerai a riconoscere tutti i tuoi talenti che svilupperai nella tua lunga vita, anche e soprattutto lontano dallo sport, MA, se lo butterai, avrai imparato a sciupare tutto….chissà per quanto… forse per sempre!

La seconda: accettare che sai chi sei, mentre la maggior parte della gente passa una vita a capirlo…

La terza: accettare il fatto che una passione, un qualcosa che ami, non è mai tutto rose e fiori, non è mai tutto semplice, non è mai solo bella…

La quarta: la più importante, per lasciare un segno e fare qualcosa al di sopra della normalità, ci devi dedicare una vita, altrimenti, benvenuto nella mediocrità, aspirante CAMPIONE!

La quinta: la lezione delle lezioni, la PAZIENZA!

Del resto, quello che va fatto è far tacere quella parte di te, che non gli basta mai niente, che vuole sempre di più e che sminuisce quello che fai, perchè nel farlo sminuisce TE!

Non dargli potere, non ascoltarla!

Lo so, hai paura, e me ne accorgo, quando la stuzzico e tu scappi, senza accorgertene, ma non ti preoccupare, se mi seguirai, sarai un CAMPIONE, in campo e soprattutto nella vita.

ILLUMINA L’OSCURITA’

Buon allenamento!

Davide

Hai un formatore come Mental Coach?

Hai un formatore come Mental Coach?

Ti spiego chi è l’unico vero Sport Mental Coach!

Se vuoi ottenere risultati con un Mental Coach, deve starti addosso, altrimenti non funziona!

Troppe volte ascolto atleti avere molti dubbi sul lavoro di un Mental Coach per aumentare le loro performance sportive.

Escludendo tutti quegli atleti che ne hanno dubbi per il semplice fatto che non hanno voglia di mettersi in discussione, e quindi neanche un Mental Coach lavorerebbe con loro, ci sono diverse problematiche legate alla figura professionale.

La categoria è formata da diverse figure che troppo spesso vengono racchiuse nel termine Mental Coach.

Questo crea confusione e quindi dubbi sull’efficacia del lavoro svolto.

Ti faccio una semplice suddivisione:

  • il formatore: ovvero Coach che insegnano gli strumenti di un Mental Coach, fanno corsi di ogni tipo, e hanno aziende di formazione. Questi di solito sono i più noti, i più famosi, formano persone per tutte le situazioni, dal business allo sport toccando aspetti che riguardano la quotidianità di tutti. Essendo famosi molto spesso vengono agganciati da sportivi di prima fascia. Purtroppo, sono i meno esperti nel lavoro quotidiano con uno sportivo, costano un sacco di soldi e hanno l’unico interesse di farsi pubblicità per poi vendere più corsi.
  • gli improvvisati: quelli che fanno un po di tutto, Sport coach, Life coach, Business Coach, etc… purtroppo perdono di vista le basi del lavoro stesso che insegnano, ovvero il FOCUS. Sono a disposizione di tutto e tutti e non diventano mai davvero bravi in uno dei settori nominati.
  • Mental Coach Formatori e Psicologi dello Sport: li metto insieme nonostante la formazione differente perché si riducono a fare lo stesso tipo di lavoro, ovvero analitico e poco pratico. Ama parlare, mette gruppi di ragazzi tutti insieme chiusi in una stanza, magari una volta a settimana, ottenendo poco o nulla. Infatti così facendo, non ha un feedback diretto con l’atleta, non si accorge di chi segue e di quanto segue. Infine avendo troppa gente da seguire non ne segue nessuno in modo adeguato. Pensano a prendersi la “mazzetta” mensile e vanno avanti con un mentalità da posto fisso e non orientata al risultato. Per me sono i peggiori della categoria.
  • Sport Mental Coach: è l’originale, l’unico che può farti ottenere risultato e anche con velocità. Si occupa solo di sportivi, ti segue passo passo nel quotidiano, il suo lavoro e approccio è molto simile a quello di un personale trainer. Ti allena al lavoro mentale, ti dà esercizi da fare quotidianamente e ti forma ad essere indipendente, così da performare anche se sei da solo. Sono poco conosciuti, perché spesso chiusi in contratti di riservatezza, soprattutto ad altissimo livelli. Sono i più esperti e sensibili alla vita di un atleta, visto che la conoscono a fondo. Non fanno corsi di formazione, non tengono trainer di gruppo, perché sanno che a nulla servono. Al massimo seguono 7-8 atleti contemporaneamente.

Ora, puoi renderti conto, in questo contesto, cosa puoi scegliere quando cerchi uno Sport Mental Coach, altrimenti difficilmente otterrai risultati e gli esempi sono anche molto molto noti.

Ad esempio il calciatore della Roma, Schick, che ha chiesto l’aiuto di un Mental Coach, facente parte della prima categoria che ho descritto, ovvero il Formatore, tra l’altro che vive in un altro paese. Ha un azienda di formazione e forma chiunque in qualunque ambito. Risultati ottenuti?

Zero.

Perché? Beh, un calciatore di quel calibro e con un blocco forte, o lo segui tutti i giorni, andando a vedere allenamenti, confrontandoti con l’allenatore, e facendo sessioni di coaching dal vivo e non via Skype, oppure non ottieni nulla!

Semplice!

Uno Sport Mental Coach, serio e professionale, sa benissimo, che impatto può avere e come averlo, a distanza e da vicino.

E un professionista TOP, va seguito a livello TOP, altrimenti non ottieni risultati TOP.

A questo punto, spero di averti fatto un po di luce sulla categoria e su come evitare di perdere tempo con un Mental Coach che in realtà non ti può seguire o peggio ancora non ne ha la giusta esperienza e sensibilità.

Infine attento agli improvvisati, ma li riconosci nel giro di 2 sessioni, non sono in grado neanche di prendere leadership su di te.

E tu? Avuto esperienze dirette con questa figura?

Raccontala nei commenti.

Buon allenamento

Si, ma ho ragione!

Si, ma ho ragione!

LA NECESSITA’ DI AVER RAGIONE QUANDO L’EFFETTO DIVENTA DEVASTANTE, IMPRODUTTIVO E SABOTANTE.

Oltre a tutti i miei studi sul comportamento e sui condizionamenti neurologici, non mi lascio mai sfuggire quelli più energetici, mentali e causali.

Una volta ho sentito dire: “Il Maestro ha gli allievi che si merita”

E non ad un livello di quello che generi tu come Maestro, Insegnante, Allenatore, Guru, Coach o altro…. questa è solo una parte.

La frase viene intesa come l’effetto della realtà di generarti delle persone intorno a te che attraverso i loro comportamenti ti facciano notare i tuoi limiti.

Così capita sempre che il Maestro vede manifestarsi per il tramite dei suoi atleti, quelli che sono anche i suoi limiti, le sue paure più recondite, le sue sfide mai vinte!

Se ci pensi un momento gli allievi di un Maestro sono quasi tutti uguali e molto simili tra di loro, quasi creati a stampino, i simili si attraggono tutti nella stessa squadra.

Ovviamente generalizzo a scopo didattico quindi metti un pizzico di flessibilità ed eccezioni a ciò che dico.

Ad ogni modo, la premessa la faccio, perchè sono un attento osservatore dei “feedback della vita” oltre che a quelli del RISULTATO.

Così mi ritrovo quasi sempre i miei atleti, che seguo dal punto di vista mentale, di Sport disparati e che neanche si conoscono tra di loro, ad affrontare quasi sempre le stesse paure, gli stessi limiti le stesse insicurezze. Inoltre, l’altra cosa che noto è che capitano le stesse sfide emotive a tutti nello stesso periodo.

Le cose che accadono sono diverse, i comportamenti anche, ma la sfida, il limite è lo stesso.

Questa per me i miei atleti è la settimana del: “VOGLIO AVERE RAGIONE” anche distruggendo tutto ciò che ho fatto di buono.

Da buon Maestro, prima risolvo la mia voglia di aver ragione e poi quasi automaticamente avrò risolto la loro. Ognuno al proprio livello di maturazione e di evoluzione. Della serie, CRESCO IO, CRESCONO LE PERSONE INTORNO A ME!

Del resto le sfide e i limiti, sono gli stessi, sempre, cambia il modo in cui li affronti, in cui li gestisci, ma si presentano sempre gli stessi.

Un ottimo insegnante guida con l’esempio, ti dice facciamolo insieme, guarda il peggio del suo allievo, ricordando il suo, comprendendo e pretendendo il massimo.

Ma in che modo un atleta vuole avere ragione?

In realtà non è l’atleta ma è la TESTA che vuole avere ragione! Si, vuole poter dire: Hai visto? E’ come ti dicevo, è sempre così, io ho ragione, eppure ce l’hanno tutti con me…

  • In pratica puoi discutere col tuo allenatore e pur di aver ragione essere cacciato dall’allenamento. Chi ci perde? Solo Tu! Non eri forse tu quello che doveva allenarsi oggi per diventare più bravo?
  • puoi predere la tua gara più importante e decidere di non “giocarla” per dar ragione al tuo EGO, perchè tanto non ne vale la pena, io non ci sto in questo modo, io non gioco contro chi pensa che rubo punti. Chi ci perde? Solo Tu!
  • puoi prendere uno degli appuntamenti più importanti della stagione, e perchè le cose non vanno come pensi, arrabbiarti col mondo intero, fare la vittima e credere che tutti ce l’abbiano con te. Chi ci perde? Solo Tu!
  • puoi prendere l’appuntamento più importante per la svolta della tua carriera sportiva e trovare il modo di entrare distratto, perchè io so come si fa, non ho bisogno di fare quello che mi dici! Chi ci perde? Solo Tu!

Un atleta, ti dice: mi dispiace, sono fatto così, è più forte di me! So di aver sbagliato, forse non è il posto giusto per me! Forse non è quello che devo fare, forse non è destino!

E a me si gela il sangue!

Così davanti al peggio dell’essere umano mi ricordo sempre una frase che guida la mia vita e soprattutto la vita con le altre persone:

“Le persone più difficili da amare sono quelle che hanno più bisogno di amore”

E lo intendo, ovviamente anche come amor proprio, quando decidi e trovi la scusa per distruggere non gli altri ma te stesso.

Ricordo che, per quanto il comportamento, possa essere stupido, maleducato, ribelle, grave, sabotante, ho un essere umano davanti, che sta sbattendo in faccia al proprio peggio e chiede AIUTO! E tutti abbiamo una paura immensa davanti al nostro peggio, davanti la nostra oscurità, e fuggiamo a gambe levate quando qualcosa ce la tira fuori.

Così torno a semplificare, che è il mio lavoro, poca analisi, poche chiacchiere, fai qualcosa.

Chiedi scusa se l’hai combinata grossa, paga per ciò che hai fatto, se prevede delle conseguenze, ringrazia l’accaduto, torna in pista, li dove non torneresti mai, perchè è lì che troverai la tua crescita, è lì che troverai la tua VITTORIA.

Poi, è solo un comportamento reattivo il tuo, è solo allenato, scatta in automatico, comprendine la giusta natura, il fatto che non ti porta ciò che vuoi, ma anzi te ne allontana.

Ricordi il risultato?

Cosa Vuoi? Vincere? allenarti e migliorare?

Non permettere al tuo orgoglio di togliertelo, non permettere alla tua oscurità di metterti paura, alza gli occhi, guardala in faccia e agisci.

Svanirà!

Il comportamento reattivo è duro a morire ma muore, basta scegliere, ne parlo anche nel mio libro “IN TESTA”, approffitane per approfondire l’argomento ed eliminare i tuoi limiti!

Buon allenamento!

Come motivare un atleta?

Come motivare un atleta?

Sei un allenatore? Leggi qui!

La strategia dei bisogni umani e come smuovere sempre l’atleta verso il successo

Uno dei problemi più grandi di un allenatore è quello di trovare sempre la giusta leva che motivi l’atleta a fare di più, e a ottenere di più per farlo arrivare a trionfare e aiutarlo a non mollare.

Cosi, l’allenatore tra i vari tentativi trova una strategia che funziona per i più e utilizza sempre la stessa.

E soprattutto in ogni situazione.

  • C’è quello severo, rigido, che ti urla contro
  • C’è quello accondiscendente, sempre comprensivo e sempre dolce nelle parole
  • C’è quello che trasmette e lavora sulla fiducia, sulla sua autorità
  • C’è quello che va a caso, un po per come gli gira
  • C’è quello che ti cresce come un figlio e se la cava così.

Purtroppo non siamo tutti uguali e soprattutto variamo da situazione a situazione e da periodo a periodo

Non si può usare la stessa leva motivazionale per tutti e non si può usare sempre la stessa per ogni situazione.

Il fatto è che un allenatore si ritrova per forza di cose a perdere ragazzi senza trovare la loro leva motivazionale e peggio ancora ad escludere dal suo percorso tutti quelli che hanno bisogno di qualcosa di specifico e diverso rispetto alla sua tradizionale leva.

Esiste la teoria dei bisogni umani di Tony Robbins, che se si conosce e soprattutto si sa applicare fa miracoli e accelera la crescita dei ragazzi in modo esponenziale, senza creare alti e bassi nell’atteggiamento dell’atleta.

Funziona cosi: l’essere umano ha 4 bisogni emotivi di base, e qualunque cosa faccia dall’uscita con gli amici, a comprarsi dei vestiti, a gareggiare a relazionarsi con qualcuno lo fa per soddisfare uno di questi 4 bisogni emotivi.

Solo dopo ci costruisce la giustificazione razionale.

I bisogni sono quello di SICUREZZA, il suo paradosso ovvero, quello di VARIETÀ, poi il bisogno di IMPORTANZA e il suo paradosso, quello di UNIONE/AMORE, di connessione con gli altri.

Se l’atleta è guidato principalmente da uno, in determinate situazioni cercherà il suo opposto, spesso in modo da sabotare il risultato, di qualunque risultato si parli, sportivo, scolastico, lavorativo, relazionale etc….

Di ogni atleta che segui dovresti sapere da quale bisogno emotivo è guidato e compensare sempre facendo leva sullo stesso bisogno che lo smuove, dandogli equilibrio con gli altri ogni tanto, per evitare forti sabotaggi.

In altre parole ci sono atleti che hanno bisogno di routine, relazioni stabili, un ambiente che lo sostiene ( SICUREZZA ).

Ci sono atleti che hanno bisogno di fare sempre esercizi diversi, spesso in preda alla noia, pretendono relazioni e ambienti diversi (VARIETÀ)

Ci sono atleti che hanno bisogno di avere maggiori attenzioni, sentirsi al centro del progetto, sentirsi presi in considerazione e hanno bisogno di essere ascoltati, vogliono discutere e avere ragione. ( IMPORTANZA )

Infine ci sono atleti che hanno bisogno solo di creare e instaurare relazioni, sentirsi amati, coccolati, vogliono parlare e sentirsi ascoltati, fanno tutto per stare con gli altri e vivono di connessione umana. ( UNIONE/AMORE )

Ok, non è facile!

Ti dico la verità potrei scrivere un libro per ogni bisogno e per tutti i veicoli che mette in atto per essere soddisfatto.

Ti lascio delle linee guida per aiutarti:

  • Ascolta, ascolta, ascolta, voglio dire osserva sguardo, respiro, tono di voce e atteggiamento perché è li che trovi la chiave di lettura e capisci cosa sta succedendo e quale bisogno sta cercando.
  • Fai domande, chiedi conferma, comprendi e pretendi.
  • Bastone e carota, sempre.
  • Capito da quale bisogno è guidato fai in modo di soddisfarlo sempre. Ha bisogno di parlare, dedicagli più tempo. Ha bisogno di sentirsi rassicurato. Aumenta le dosi. Ha bisogno di relazionarsi, sentire il gruppo, crea dei momenti in più dove possa avvertire tutto questo. Ha bisogno di varietà, fai in modo di variare tutto, anche solo per lui, esercizi allenamenti, luoghi e situazioni.

Prova, sperimenta e sbaglia. Leggi i feedback e agisci di conseguenza.

Tutti sono motivabili, basta trovare la loro chiave, ora hai il codice, usalo.

Fammi sapere come va, e se vuoi un aiuto contattami, sarò felice di aiutarti.

Buon allenamento.

Davide

Ti Hanno Mentito, ascoltami!

Ti Hanno Mentito, ascoltami!

La grande bugia della potenza e influenza dell’inconscio, sulla tua performance

Hai presente il giorno in cui non te ne va bene una?

Colpa esclusivamente del tuo inconscio.

Ma, non del tutto. Ti hanno raccontato che l’inconscio è molto più grande della tua parte conscia, che non ne hai controllo e che difficilmente puoi provare ad influenzarlo.

Dicono, che non è controllabile, che al momento giusto, deciderà sempre al tuo posto.

Così, con questo linguaggio, ti condizionano solo ad una cosa:

Toglierti la responsabiltà di poter influenzare i tuoi pensieri, quindi le tue azioni e quindi i tuoi risultati.

Ti svelo la scomoda verità, che dà fastidio ai vari Mental Coach che trovi in giro e che non vogliono rivelarti, perchè così tu possa sempre dipendere da loro:

Il cervello è “plastico” e costantemente modellabile, e la sua velocità di modellamento e programmazione è direttamente proporzionale alla tua CONVINZIONE di poterlo e volerlo influenzare e guidare

Quello che che voglio dire è molto semplice, ed è nei ragionamenti semplici che ti perdi e dai per scontato le cose, ed ogni volta che le dai per scontato non le applichi!

Il tuo inconscio lo hai creato TU!

In modo semplice, attraverso associazioni neurologiche, ripetute e ripetute, abitudini semplici di pensiero e quindi di azione, che a forza di ripeterle sono scese giù nel tuo inconscio, ed ora queste, fanno la persona e l’atleta che sei. Semplice!

Ma il tuo inconscio comunica in modo bidirezionale con il tuo conscio.

Quindi, puoi aggiustare il tiro, quanto e quando vuoi, basta volerlo! Basta non accontentarsi, basta essere consapevoli di ciò che ti gira nella TESTA!

Semplice!

Nel mio libro “IN TESTA” illustro molti esercizi pratici, che se applicati, impattano enormente. Quanto? Beh, semplice, falli tutti i giorni, e quando dico tutti, dico TUTTI, e ti trasformano in pochissimo tempo.

La tua TESTA registra tutto ciò che fai e in una situazione specifica registra in modo indelebile:

QUANDO VIVI UN EMOZIONE, più forte è l’evento emotivamente parlando e più lo registra in profondità; quali sono le cose che ricordi più della tua vita?

Eventi con forte impatto emotivo, sia brutto che bello. Giusto?

Sai quando il cervello registra tutto?

QUANDO FAI ATTIVITA’ SPORTIVA!

Quindi fai queste 2 semplici cose e sperimenta il risultato straordinario:

  • Sviluppa un dialogo interno altamente motivante durante l’attività
  • Crea un vero e proprio mantra sui tuoi punti di forza, imparalo a memoria e ripetilo durante l’attività, intendo anche situazioni tattiche specifiche e anche tecniche.

I benefici?

Enormi. La tua testa svilupperà dele convinzioni così potenti e radicate, che le tirerà fuori ogni volta che in gara sarai in difficoltà, dove il tuo inconscio è spalancato e te le rimanda sù con facilità imbarazzante.

Non credermi. Fallo, per settimane e poi dimmi come va.

Se nel frattempo vuoi approfondire la cosa, trovi tutto sul mio libro, puoi acquistarlo qui oppure puoi partecipare ad una delle prossime date di presentazione cliccando qui

Buon Allenamento

Davide